Alluce valgo – Dott. Fabio Lodispoto

NOVITA’!!

Inauguro insieme a voi una serie di articoli sull’alluce valgo e non, denominata Domande e risposte.  Anche se rispondo sempre direttamente alle domande che mi lasciate sottoforma di commenti e alle email che mi inviate privatamente, ho deciso di riorganizzare le risposte in brevi articoli specifici, in modo da permettervi di trovare più facilmente le informazioni di cui avete bisogno. Partiamo da una delle domande più comuni su come riconoscere l’alluce valgo… (leggi)

Un’altra domanda che mi fate spesso riguarda la riabilitazione dopo un intervento di alluce valgo, come farla? (leggi…)

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Un piede afflitto da alluce valgo non è un piede da nascondere, ma da operare e l’intervento deve essere fatto prima che la situazione si aggravi.

È molto facile capire se si soffre di alluce valgo. Basta osservare il piede appoggiato a terra: il profilo del piede, laddove l’alluce si innesta, non è dritto o modicamente curvo ma presenta una sporgenza più o meno accentuata, con pelle rossa e lucida, la cosiddetta cipolla.

Non solo: nei casi più avanzati e trascurati da molti anni, l’alluce valgo, spingendo sulle altre dita produce deformazioni sul secondo dito, sul terzo, e infine su tutto l’avampiede. Il risultato finale è un ditone messo quasi di traverso, che si incrocia sul secondo dito, anch’esso curvo come un artiglio.

Esistono tuttavia numerose varianti di questo aspetto conclamato di alluce valgo. A volte tutte le dita dell’avampiede risultano spostate lateralmente dalla spinta dell’alluce, come fossero state deviate da un ” colpo di vento”, oppure primo e secondo dito si ritrovano ad essere sollevati rispetto alle altre dita per un fenomeno di lussazione. Da qui i dolori e i duroni sotto i metatarsi, che non permettono di camminare che per pochi minuti e con scarpe molto comode e imbottite sotto la pianta.

Non è colpa delle scarpe con il tacco alto e neanche della punta stretta che tanto slanciano e rendono grazioso il piede. E neanche di certi sport come la danza o l’arrampicata libera o di certe calzature come le scarpe antinfortunistiche che costringono e sollecitano il primo dito in atteggiamenti coatti. Niente affatto: l’alluce valgo e le sue dirette conseguenze, come le dita a martello e i dolori ai metatarsi, sono il risultato di una predisposizione familiare. Ne più ne meno di una pagina sbagliata del DNA ( come accade per la scoliosi, i capelli bianchi o un tumore della pelle). Una curiosità che conferma quanto detto: la popolazione al mondo maggiormente afflitta dalla dolorosa deformità dell’alluce è quella delle aborigene australiane, che di scarpe non ne fanno proprio uso.

L’alluce valgo può svilupparsi nei bambini a dodici anni come a sessanta ma quando l’alluce inizia a deragliare dal suo binario, non può che peggiorare. A nulla servono rimedi come  plantari e separadita, l’alluce valgo è una patologia a carattere evolutivo e sfavorevole. Da qui i dolori sotto i metatarsi, le dita a martello e il neuroma di Morton.

Alluce valgo: cosa porta alla sua formazione?

Al contrario di quanto si è portati a credere, il primo elemento ad avviare il valgismo è il metatarso, non l’alluce. Questo lungo osso che sta nel piede e che si collega al ditone, comincia a deviare verso la parte esterna del piede. L’alluce sostanzialmente viene trascinato in questa corsa e la sua base si angola in maniera sempre più anomala e accentuata con la testa del metatarso. Di qui la “cipolla”, che altro non è che l’articolazione metatarso falangea e non un’escrescenza. La migliore tecnica per operare l’alluce valgo conserva l’articolazione, un elemento nobile rivestito di preziosa cartilagine, indispensabile al movimento del dito.

Le operazioni di un tempo segavano via la sporgenza sacrificando parte dell’articolazione e della sua cartilagine. Risultato: dito accorciato, dolore per lungo tempo e il rischio di sviluppare una invalidante artrosi.

Posso in qualche modo correggere questo difetto o alleviare il dolore? Posso evitare che peggiori?

Purtroppo una volta che l’alluce ha incominciato a deviare nulla può arrestare il suo “deragliamento”. La sporgenza continua a peggiorare anno, dopo anno e il ditone si mette sempre più di traverso. A nulla servono divaricatori, correttori notturni, cinturini o calzini rinforzati promossi su internet e dalle sanitarie che trazionano l’alluce e che promettono miracolose correzioni.

L’alluce peggiora nel tempo a dispetto di qualsiasi presidio venga adottato. Si tratta infatti di una deformazione genetica. Una pagina sbagliata del DNA, una informazione che contiene un errore. Quando viene letta, a 10-30-50 anni il metatarso impazzisce e comincia a deviare, a questo punto si possono arginare solo i suoi effetti dolorosi: scarpe larghe, comode e morbide e un plantare realizzato su misura per distribuire correttamente il peso in pianta. D’estate non ci sono problemi, la scelta ricade su calzature aperte, sandali, infradito e scarpine leggere che lasciano libera la cipolla dolorante. Tanto che il peggio sembra essere passato e si dimentica quasi il problema. Fino ai primi freddi quando calzature chiuse pesanti, scarpe da lavoro e antinfortunistiche ripropongono il problema, sempre un po’ peggiorato rispetto all’anno precedente. Meglio operare per tempo: questa è l’unica soluzione soddisfacente e definitiva.

Quando è necessario l’intervento?

Non conviene aspettare: se si sviluppa l’alluce valgo conviene operare immediatamente, prima addirittura che incominci a fare male.

Ci sono due fondati motivi per dare questa indicazione. Primo: quando la cipolla incomincia a dolere è segno che la cartilagine articolare si sta sfaldando e assottigliando. Si tratta di un danno permanente che avvia la degenerazione artrosica. Secondo: se la deviazione si fa severa e spinge sulla altre dita, produce deformazioni anche su queste. Dita a griffe e dolorosi duroni in pianta gli effetti più comuni.

C’è inoltre un terzo e non trascurabile elemento da considerare se deve essere operato l’alluce: l’età. Tanto più la paziente è giovane, tanto più la ripresa post operatoria è rapida e priva di complicanze. Paziente giovane significa soprattutto circolazione venosa efficiente, quindi meno gonfiore postoperatorio del piede e precoce recupero del movimento. Operare sotto i quaranta anni significa inoltre avere anche un osso di buona qualità, esente da osteoporosi e quindi piu solido e che si salda prima. Tanto che pazienti di venti-trenta anni possono tornare a fare palestra dopo soli trenta giorni dall’intervento e tornare a correre o fare atletica in meno di tre mesi. Non operarsi significa solo rimandare il problema, quando l’alluce avrà prodotto effetti negativi anche sulle altre dita e sui metatarsi, complicando l’ inevitabile intervento e in una età dove osteoporosi e circolazione venosa affaticata rallentano la guarigione.

In che consistono le tecniche di intervento? Risolvono completamente il problema o l’alluce tende a recidivare?

In caso di alluce valgo non ci si deve accontentare di raddrizzare le ossa e far sparire la dolorosa sporgenza. Si devono anche compiere gesti chirurgici sui tessuti molli ( tendini e capsula articolare) per riequilibrare e annullare le forze che hanno generato l’alluce valgo la prima volta. Solo così si può essere certi che l’alluce valgo non tornerà mai più, neanche a distanza di molti anni. Questa la differenza tra la chirurgia di un tempo e quella di ultima generazione. Un tempo si segava via la “patata” restituendo in parte l’aspetto estetico al piede, ma a prezzo del sacrificio di una preziosa parte di articolazione e della sua cartilagine. Sacrificio che si scontava nel tempo: artrosi e recidiva a distanza di pochi anni.

Oggi invece la tecnica è del tutto conservativa e ripristina le corrette tensioni che assicurano l’alluce sui suoi ” binari”. La mia tecnica modificata, la Austin long arm, inoltre sposa tra loro due di queste tecniche di ultima generazione, la Austin e la Scarf. Mininvasiva la prima e capace di correzioni estreme la seconda. Per questo motivo la tecnica risulta versatile e affidabile sia che si devono correggere alluci valghi di grado lieve, che di grado estremo.

Cosa mi puoi dire che mi convinca a fidarmi di te, dottore?

L’estrema conservazione dei tessuti, il ripristino funzionale delle corrette tensioni dei tendini, unitamente ad una efficiente anestesia e analgesia post operatoria fanno di questo intervento una chirurgia non solo affidabile, ma anche del tutto indolore.

Di solito alla dimissione del paziente che avviene un giorno dopo l’intervento vengono prescritti analgesici ad orario, non al bisogno, perché è dimostrato che il dolore una volta che si è sviluppato è più difficile da controllare. Il dolore non deve proprio farsi sentire. Per questo motivo l’anastesia periferica praticata dietro il ginocchio o dietro la coscia sono le più efficienti per dare un blocco sensitivo completo per le prime 12-24 ore.

Una volta che il piede si è svegliato e il paziente va a casa deambulando in piena autonomia vengono prescritti gli antidolorifici ad orario. Questi devono essere presi anche in assenza del dolore. Proprio questa cura, che sopprime il dolore prima che si possa avvertire, rende l’intervento del tutto indolore. Eccezioni a questa regola possono interessare solo soggetti molto ansiosi o intolleranti ai farmaci.

Continuando ad esplorare il sito potrai:

  • trovare tutto quello che vi serve sapere sulla patologia, cause, ereditarietà, sintomi, prevenzione;
  • sapere quando è necessario operare e come procedere per fissare l’intervento con il dottore o per prenotare una visita;
  • effettuare una autodiagnosi dell’alluce valgo mediante un applicazione presente sul sito che, previa registrazione, consente di caricare la foto del proprio piede e, attraverso un elaborazione delle immagini e sulla base di determinati parametri medici, restituisce automaticamente una diagnosi indicativa dell’alluce valgo;
  • conoscere e confrontare le diverse tecniche di intervento, tra cui l’Austin Modificata, tecnica personale del dott. Lodispoto per la correzione dell’alluce valgo;
  • sapere come sarà il decorso post operatorio e i risultati che si possono ottenere con un intervento;
  • ottenere risposte e consigli ad ogni tuo quesito;
  • confrontarti con le esperienze degli altri pazienti.

Per ulteriori informazioni contatta il Dott. Fabio Lodispoto

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Alluce valgo – Dott. Fabio Lodispoto was last modified: gennaio 29th, 2016 by Fabio Lodispoto