Alluce rigido: Doloroso, fa camminare male

Se l’alluce fa l’autostop non è il caso di rallegrarsi: di strada ne farà ancora poca. Si tratta di un segno sicuro di alluce rigido. Il dito con la punta sollevata e iperestesa, come nel noto atteggiamento di chi chiede strada, è infatti una conseguenza di questa comune e dolorosa deformità dell’alluce: un parente stretto dell’alluce valgo, tanto stretto che con questo può essere facilmente confuso. L’aspetto delle due patologie è simile: tumefazione rossa e dolente alla base dell’alluce. Tuttavia la somiglianza è solo superficiale: diverse le cause, le conseguenze e soprattutto le soluzioni. Tanto che operare un alluce rigido con le tecniche di norma riservate all’alluce valgo è sinonimo di sicuro fallimento.

alluce-rigido-movimento-limitatoE’ bene chiarire. L’alluce rigido è la conseguenza di piccoli, ma ripetuti traumi. Di qui gli sport a rischio: calcio, danza classica, arrampicata sportiva e rughby. Non solo. L’ articolazione può soffrire e sviluppare la dolorosa rigidità anche a causa di una predisposizione del piede. Se il metatarso, l’osso con il quale si articola l’alluce risulta spostato troppo in alto, ad ogni passo si crea un piccolo trauma: la base della falange urta l’estremità del metatarso quando l’alluce compie il suo lavoro di leva e spinta. Tanto basta a creare nel punto di contatto una reazione dell’osso: la dolorosa escrescenza, meglio nota ai non addetti come patata o cipolla. C’è di più. L’alluce a causa della deformazione ossea che sopravviene si irrigidisce, perde la capacità di flettersi.

Flessione necessaria per portare correttamente a termine il passo, quando il peso del corpo appoggia solo sull’alluce, mentre il resto del piede è già sollevato dal suolo. Questa funzione viene allora trasferita alle altre dita. Risultato: il piede va fuori convergenza e tutto il peso nella fase finale del passo grava sul bordo esterno della pianta invece che sull’alluce. Si aggiungono allora altri guai. Duroni sotto la pianta del piede, infiammazioni alle piccole articolazioni delle dita, la possibilità di sviluppare una dolorosa infiammazione del nervo interdigitale, nota come neuroma di Morton ed inevitabilmente l’alluce ad autostop. Infine una curiosità: quando l’alluce soffre già da molto tempo e ha sviluppato una notevole rigidità articolare la diagnosi può essere compiuta anche osservando l’usura delle calzature. Una piega del pellame obliqua ben evidente a metà tomaia e non orizzontale come di norma, tradisce l’anomalo modo di camminare ed è sospetta di alluce rigido.

Chilurgia

L’equazione chirurgia del piede = dolore e risultati deludenti, oggi è superata. Merito delle nuove tecniche chirurgiche e di speciali anestesie locali. Tanto che l’alluce rigido, come pure l’alluce valgo, possono essere operati senza ricovero e la deambulazione può essere concessa immediatamente. I dolori post-operatori e le lunghe convalescenze, retaggi del passato. Un taglio praticato nell’osso appena dietro la dolorosa sporgenza permette al chirurgo di spostare a piacimento l’articolazione dell’alluce e di fissarla nella posizione desiderata. Spostamenti millimetrici, ma sufficienti a restituire all’alluce e al piede il suo corretto movimento. Non solo: la particolare geometria del taglio, molto obliquo, anche sotto il peso del corpo risulta stabile. Tanto che, annodato l’ultimo punto, e con il piede ben fasciato, il paziente, sceso dal lettino operatorio può già muovere i primi passi. Per venti giorni con un apposito sandalo rigido che non permette all’alluce operato eccessivi movimenti e per ulteriori venti giorni in comode scarpe da jogging. Il gesso e l’obbligo di non camminare per alcune settimane, solo ricordi della vecchia chirurgia. Non sempre: se la dolorosa rigidità dell’alluce viene ignorata troppo a lungo si aggiungono altri problemi. Le altre dita, a causa della deambulazione scorretta, si piegano e si irrigidiscono a loro volta. Si tratta di artrosi, che fissa le dita in posizione di griffe o a martello. Di quì, i dolorosi calli che si formano nelle zone di attrito tra scarpa e dita. Troppo tardi allora per una soluzione chirurgica pienamente soddisfacente: le dita possono essere corrette, il dolore risolto, ma le piccole articolazioni danneggiate dall’artrosi non recuperano più la piena libertà di movimento. C’è di più: articolazioni rigide e dolenti rendono il modo di camminare e stare in piedi scorretto. Si spiegano in questo modo i dolori a ginocchia e colonna vertebrale che con il tempo possono sopravvenire in chi soffre da troppo tempo di alluce rigido o di altri disturbi al piede.

Anestesia

Anestetico quanto ne adopera un dentista per estrarre un dente e il piede può essere operato senza dolori. Merito di una speciale tecnica di anestesia messa a punto negli Stati Uniti: alcune iniezioni praticate a corona attorno alla caviglia, permettono di bloccare la funzione dei principali nervi sensitivi del piede, tanto, che anche gli interventi più pesanti e lunghi possono essere eseguiti senza spiacevoli sensazioni. Non è cosa da poco: la tecnica permette di operare in sicurezza anche pazienti molto anziani o con problemi cardiaci ai quali l’intervento in anestesia generale è sconsigliato. Non è tutto: è ora disponibile un nuovo anestetico locale. A fine intervento una seconda dose di anestesia praticata con la nuova molecola, prolunga l’insensibilità del piede per quasi un giorno. Vengono in questo modo evitati i dolori dell’immediato tempo post-operatorio. Dolori in certi casi così acuti, che molti rinunciano all’intervento, perchè informati da quanti hanno lo hanno subito con l’anestesia tradizionale.

Protesi articolare di superficie anche per l’alluce rigido

L'escrescenza dell'osso che crea dolore alla base dell'alluce

L’escrescenza dell’osso che crea dolore alla base dell’alluce

Protesi articolare di superficie anche per l’artrosi dell’alluce.
Sembra alluce valgo ma non lo è: stessa sporgenza rossa e dolente, stesse limitazioni a camminare e ad indossare normali calzature. La radiografia invece precisa la diagnosi: alluce rigido. Una forma di artrosi che suona come una condanna: in pochi anni porta alla perdita di funzionalità del primo dito. Si tratta infatti di una degenerazione della articolazione che una volta avviata è di fatto inarrestabile. La cartilagine da prima si assottiglia, si screpola e si ulcera e infine scompare quasi del tutto. L’osso articolare così privato del suo rivestimento soffre e duole ad ogni movimento ed ad ogni passo. Non solo: si deforma e produce intorno alla articolazione sporgenze di osso tipiche dell’artrosi conclamata: gli osteofiti. Sono questi a deformare il profilo articolare dell’alluce e a sviluppare la caratteristica “patata”. Un aspetto estetico, ma soprattutto funzionale: gli osteofiti contrastano il libero movimento dell’articolazione e ne limitano progressivamente la escursione.

Di qui il nome: alluce rigido. Un difetto biomeccanico che con effetto a cascata si ripercuote sui metatarsi laterali e sulla caviglia: non potendosi flettere durante la fase finale del passo l’alluce “inceppato” costringe e completare il passo con un appoggio sui metatarsi esterni. Tanto basta a sviluppare duroni, metatarsalgie e infiammazioni alla caviglia. Nessuna fino ad oggi le soluzioni pienamente soddisfacenti. Nei giovani e nei casi più lievi è indicata la cheilotomia: la asportazione degli osteofiti. Una pulizia articolare che migliora il movimento e restituisce all’alluce il suo normale profilo anatomico così che le scarpe non infiammano più la sporgenza altrimenti dolorosa. Un intervento chirurgico che tuttavia ha un effetto limitato: non ricostituisce la cartilagine articolare.

Un limite che ha distanza di anni riproduce gli stessi effetti: dolore, limitazione e osteofiti. Di nuovo artrosi. Per queste forme recidive e in genere per i casi di artrosi dell’alluce più severe, due le possibilità chirurgiche: la protesi articolare e la artrodesi. La prima rappresenta un vero e proprio intervento di sostituzione articolare con una protesi in metallo. Un impianto che riproduce anatomia e funzione della articolazione deformata dall’artrosi. Una soluzione valida e ben collaudata per l’artrosi del ginocchio e dell’anca, ma ancora gravata da una percentuale di fallimenti e scollamenti protesici molto elevata quando ad essere sostituita è invece la articolazione dell’alluce.

Classiche immagini radiografiche di alluce rigido

Classiche immagini radiografiche di alluce rigido

L’artrodesi è invece un intervento che blocca in modo definitivo la articolazione dell’alluce. Il dolore scompare, ma il prezzo è il sacrificio del movimento. Una limitazione che ha inevitabili conseguenze sul modo di camminare e sulla postura.

Oggi si può invece conservare l’articolazione e ripristinare il corretto movimento con le protesi di superficie. Si tratta di un intervento di sostituzione della cartilagine articolare con una superficie in titanio. A differenza delle protesi tradizionali viene conservata per intero l’articolazione e non viene asportato l’osso. Si procede da prima con una accurata pulizia di tutti gli osteofiti e con la esposizione della testa del metatarso. Questa con una apposita fresa viene levigata e viene creato l’alloggio nel canale del metatarso per una lunga vite in acciaio.

La vite una volta inserita costituisce una solida presa per la protesi:un disco in titanio che ha la ampiezza, la forma e la curvatura della cartilagine articolare originale. Si ripristina in questo modo l’anatomia della testa del metatarso e soprattutto la sua funzione. Tanto basta a fare nuovamente scivolare l’articolazione ad ogni passo senza impedimento e senza dolore.

Alluce rigido: Doloroso, fa camminare male was last modified: aprile 23rd, 2013 by Fabio Lodispoto
  • Michele Orsi

    Gent. Dr Lodiposo.
    Oggi sono esattamente 37 giorni che sono stato operato di Alluce rigido. L’operazione dice il medico che è andata bene ma io sono piuttosto preoccupato nel far riprendere l’alluce il movimento. Mi spiego: il mio medico mi dice che se non mi do da fare a camminare o a muovere l’alluce su e giù con le dite delle mani potrebbe rimanermi rigido. Dal 30 esimo giorno in qui il mio medico mi ha detto questo, cammino più normalmente possibile come un matto pur di avere abbastanza dolore e con le dita delle mani faccio al l’alluce della fisioterapia. Cmq adesso dopo 1 settimana stringendo i denti dal dolore l’alluce non mi sembra che riprenda il suo normale movimento. Cosa mi consiglia di fare? Lalluce tornera a girare a 90°? Ci vorrà molto tempo ancora per acquistare il movimento? Non vorrei perdere l’operazione. Grazie mille

    • dott. Fabio Lodispoto

      Gentile sig Michele,
      se l’alluce non recupera bene il movimento camminando e con le manipolazioni, può rivolgersi ad un terapista della riabilitazione che con opportuni esercizi l’aiuteranno a riprendere il movimento.
      In caso di fallimento si può sempre ricorrere allo sblocco articolare in anestesia, prendendo accordi con il suo ortopedico per i tempi e le modalità che riterrà più opportune.
      Cordialità dott Fabio lodispoto

      • aladiah

        Grazie mille dottore e stato molto chiaro. Le farò sapere come andrà a finire. Buona giornata. Michele

  • Stefano

    Gent.mo Dr. Lodispoto, sono stato operato circa 10 mesi fa di alluce rigido. Per circa 6 mesi l’evoluzione è stata positiva con ripresa del movimento e graduale scomparsa del dolore. L’intervento è stato “cheiloplastica 1 mtf + gel piastrinico (spero si dica così). Purtroppo negli ultimi mesi vi è stata un’involuzione con comparsa di dolore importante (però conservato il movimento). Il chirurgo mi ha proposto un nuovo intervento, con cui mi accorcerebbe un pochino la falange per dare maggior respiro all’articolazione. Mi ha però detto che avrei un piede non più “prensile”. Attualmente riesco a camminare decentemente solo con scarpe a suola molto rigida oppure di tipo MBT. In ciabatte o scarpe da ginnastica o a piedi scalzi è quasi impossibile. Confesso che pur nutrendo fiducia nel chirurgo ho un po’ di timore a sottopormi ad un nuovo intervento che, mi pare di aver capito, comporta un certo grado di irreversibilità. Vorrei cercare di resistere ma anche qui tempo di fare ulteriori danni all’articolazione. So che un parere in base a una semplice descrizione da profano è impossibile, ma mi rimetto alla sua cortesia e disponibilità. La saluto e la ringrazio. Stefano

    • dott. Fabio Lodispoto

      Gentile sig. Stefano,
      purtroppo l’alluce rigido è una patologia che regala scarse soddisfazioni sia al paziente che al chirurgo che lo ha operato. I risultati della chirurgia sono incostanti e imprevedibili e casi come il suo sono frequenti.
      Solitamente prima di proporre un nuovo intervento, specie se irreversibile propongo dei trattamenti conservativi con infiltrazioni locali di fattori di crescita piastrinici (PRP).
      Cordialità dott Fabio lodispoto

  • Matteo Olivo

    buona sera Dottore circa 6 anni fà in seguito ad un dolore all’alluce del piede destro, con fatica a camminare, ho fatto una radiografia e mi hanno diagnosticato piattismo ad entrambe i piedi, ho messo i plantari per questi anni ma l’alluce continua a farmi male, anzi è peggiorato. il dolore l’ho sempre avuto sia con plantari che senza.inoltre ho sempre dolori al ginocchio destro, alla lombare destra e all’anca destra. ho recentemente rifatto le radiografie sotto carico e la diagnosi è:

    “Accenno a tendenza alla lateralizzazione dei sesamoidi del primo raggio d’ambo i lati (sx e dx)Conservati i restanti rapporti articolari. Modicamente ampliata la volta plantare trasversale di sinistri, ai limiti superiori di norma la destra. Ridotte le volte plantari longitudinali interne d’ambo i lati, in particolare la destra ove concomita aumento dell’angolo di divergenza astragalo-calcaneare, peraltro con angolo di inclinazione calcaneare di ampiezza entro i limiti di norma bilateralmente.Non calcificazioni nelle parti molli peri-articolari sia a destra sia a sinistra.”

    Sono andato da un podologo a fare la visita, a parte che non ha nemmeno guardato le radiografie ma solo letto l’esito scritto, mi ha consigliato di fare delle sedute da un posturologo/osteopata inquanto ha verificato che ho il bacino estra ruotato, e poi valutare insieme di rifare i plantari in quanto quelli che ho già non vanno assolutamente bene e le sembra strano che mi abbiano fatto quei plantari. Sono anche andato da un osteopata ma non ha risolto proprio un bel niente. Il problema è che vado avanti da 6 anni e i dolori ci sono sempre, non riesco più a correre, se cammino molto mi fa male la schiena e il ginocchio e mi devo fermare, spesso ho dolori sia all’alluce che alla schiena anche se sto seduto .eventualmente le posso far avere anche le radiografie, lei cosa ne pensa? grazie

  • Katia Zennaro

    Buona sera Dottore,vorrei sapere perche’ ,quando mi hanno operato all’alluce valgo mi hanno bloccato l’alluce.e ora non posso più muoverlo.Grazie Zennaro Katia

    • dott. Fabio Lodispoto

      Gentilissima sig.ra Katia,
      mi riesce veramente difficile esprimere un giudizio tecnico sui motivi che hanno spinto il suo ortopedico a praticare un blocco ( artrodesi ) dell’alluce, senza che lei mi fornisca elementi e informazioni utili. Di solito l’artrodesi viene praticata quando l’articolazione dell’alluce risulta così compromessa che non può essere in alcun modo recuperata alla sua corretta funzione.
      Se mi allega su questo spazio le rx pre e post operatorie potrò soddisfare il suo lecito dubbio.
      Cordialità dott Fabio lodispoto

      • Katia Zennaro

        Buon giorno Dottore,scusi del ritardo ma ho faticato per allegare i raggi.Nella prima operazione mi hanno bloccato l’alluce con una piastra,poi siccome mi faceva male il piede hanno deciso ti togliermela.La ringrazio in anticipo Katia

      • dott. Fabio Lodispoto

        Gentilissima sig.ra Katia,
        non le nascondo che sono un po’ spiazzato dalle immagini che mi ha allegato. Mi spiego: nella rx preoperatorie il piede sinistro mostra una alluce valgo di grado severo, ma senza alcun segno di artrosi. Una situazione che avrebbe richiesto un semplice intervento di correzione senza alcun sacrificio articolare e di funzione. Nella prima immagine post-operatoria si vede invece che il suo alluce è stato sottoposto ad un intervento irreversibile di artrodesi con uso di placca metallica. Si tratta di un intervento che assolutamente non trova indicazione nel l’alluce valgo, ma bensì nelle gravissime patologie degenerative-artrosiche della prima articolazione metatarso falangea. In altre parole lei è stata sottoposta ad un intervento fortemente demolitivo, irreversibile e di cui non aveva alcun bisogno. Per giunta ha subito anche un secondo intervento di rimozione dei mezzi di sintesi ( placca metallica e viti) che averbbe potuto evitare se avesse inizialmente operato correttamente l’alluce valgo. Il bilancio finale è quindi di due interventi e un alluce bloccato in maniera irreversibile, che la penalizzerà nella normale deambulazione e nelle comuni occupazioni quotidiane.
        Mi rincresce veramente dott Fabio lodispoto

      • Katia Zennaro

        Gentile Dottore,
        Grazie per la risposta.
        Le volevo dire che dopo il primo intervento lamentavo dolori al carico e sentivo come se qualcosa si muoveva dentro.ho parlato con il chirurgo e sospettando intolleranza alla piastra ha deciso di togliermela.da quel momento e’ cominciato per me il calvario.Il perde mi brucia moltissimo,cambia temperatura,mi fa male ecc.Non riesco più’ a camminare da 2 anni.Ho visto molti specialisti e la diagnosi e stata Algodistrofia.
        le volevo chiedere se tutto questo può’ dipendere dal fatto che mi hanno bloccato l’alluce.
        E le volevo chiedere se sbloccandolo posso stare meglio.Sento come se tutto ciò’ che sto passando parta dal dito.
        Sto pensando alche all’amputazione.
        Secondo lei lo sblocco o l’amputazione del dito o del piede può’ farmi stare meglio?
        la ringrazio per l’aiuto. Katia

  • rosanna del greco

    Buongiorno dottore,ho seri dubbi riguardo la riuscita dell’operazione al mio alluce valgo avvenuta con chirurgia miniinvasiva percutanea il 5/02 /2016.Questo xche’l’operazione è avvenuta solo x fini estetici(non chiesti da me)visto che il dottore ha optato in fase operatoria di “provare”a togliere solo la cipolla .La sua “prova “mi sta dando tantissimi problemi xche’il dottore non ha pensato alla funzionalita’del mio piede!!!Quindi ora io mi ritrovo con un piede che non ha un assetto adeguato,problema di recidiva,rischio di alluce rigido.Tengo a precisare che sto facendo delle sedute da un osteopata x cercare di rimediare ed evitare altri interventi!!!Dovrei rientrare al lavoro il 4 aprile con scarpe antiinfortunio,lei cosa ne pensa?Grazie in anticipo.

    • dott. Fabio Lodispoto

      Gentilissima sig.ra Rosanna,
      vorrei davvero darle un parere tecnico sulla riuscita dell’intervento ma con le scarne informazioni che mi dà mi riesce veramente difficile. Se potesse almeno allegarmi su questo spazio le immagini dei suoi piedi e delle rx pre e post operatorie potrei darle un giudizio orientato sul lavoro svolto e sul prossimo decorso post operatorio in modo da dissipare i suoi leciti dubbi.
      Cordialità dott Fabio lodispoto

      • del greco rosanna

        Grazie di avere preso in considerazione il mio problema;come richiesto le mando I rx ,vorrei precisare che lo stato attuale del mio piede è:gonfio con rossore localizzato gia di prima mattina,seduta anche solo x cinque minuti il piede diventa viola,ho moltissima difficolta’nel piegare in su l’alluce (è quasi del tutto bloccato)ed in giu'(e’ del tutto bloccato).tra due giorni ,su consiglio del mio medico di base,faro’ una risonanza x valutare meglio la situazione.Grazie in anticipo.

      • del greco rosanna

        Le prime due lastre sono prima le altre tre dopo

      • del greco rosanna

        Qui di seguito le invio la foto del piede

      • dott. Fabio Lodispoto

        Gentilissima sig.ra Rosanna,
        Il piede è modicamente gonfio e leggermente discromico. Segni e sintomi che in poche settimane ancora Si autolimiteranno fino a normalizzare l’aspetto del piede. Mi preoccupa un po’ invece la rigidità articolare piuttosto severa: servirà l’aiuto di un bravo fisioterapista per vincere le aderenze chirurgiche che si sono sviluppate. In merito alla tecnica utilizzata invece ho qualche dubbio sulla efficacia a distanza di tempo, perché è stata eseguita una semplice esostectomia senza riduzione dei sesamoidi ( i binari dell’alluce) che sono ancora lussati sotto la testa metatarsale.
        Cordialità dott Fabio lodispoto

      • del greco rosanna

        La ringrazio della sua celere e esaustiva risposta,domani andro’ a fare una risonanza x avere un quadro completo,se le fa piacere,la terro’ informata.La ringrazio x il suo interesse e le auguro buon lavoro.

      • del greco rosanna

        Buonasera dottore,ho appena ritirato il refertodella risonanza magnetica.Puo’essere che questo referto confermi il fatto che il mio alluce si presenti cosi rigido?Alla fine si consiglia opportuna rivalutazione ortopedica,in questo caso sarebbe disposto a seguire il mio decorso post operatorio?Cordiali saluti.

      • del greco rosanna

        Mi rimane difficile inviare il referto.Quindi mi sono permessa di mandarglielo su messenger.Grazie.

  • Sandra P.

    buona sera dottore,
    ho fatto l’intervento di alluce valgo il 14 gennaio.Avevo fatto radiografia e risonanza magnetica.Mi fu diagnosticato l’alluce valgo e il primo ditino a martello a fianco dell’alluce.Fatta operazione il 14 gennaio 2016,poi il 29 gennaio feci la visita e mi fu detto di tenere ancora la scarpa baruk fino al 14 febbraio. il 14 febbraio mi fu tolta la scarpa baruk e mi fu detto di seguire certi accorgimenti:camminare a casa solo con scarpe da ginnastica fare piscina e camminare muovere con le mani l’alluce su e giu’.Cosi’ ho fatto, e ho fatto anche piu’ di cosi’ perche’ ho fatto flessioni in quanto il dito alluce e’ teso rigido e fa male anche quando tolgo il piede dalla scarpa da ginnastica di mio figlio che e’ di 4 numeri piu’ grande.Ora sono molto preoccupata perche’ ho la sensazione che l’allue si smolla solo per un po’ e invece quando lo metto nella scarpa ritorna rigido come prima,come se non ci fossero risultati e benefici con l’esercizio che faccio. Non credo sia normale dal momento che il 14 di marzo devo essere operativa e fare le attivita’ che facevo prima dell’operazione.
    cosa mi consiglia di fare?forse rientro in quella piccola percentuale di persone che devono rifare l’operazione?

    • dott. Fabio Lodispoto

      Gentilissima sigra Sandra,
      al di la delle sue sensazioni, oggettivamente per parlare di rigidità articolare postoperatoria l’alluce dovrebbe avere meno di 45 gradi di flessione dorsale e meno di 10 gradi di flessione plantare. Non essendo a conoscenza del suo attuale R.O.M. ( range of motion) articolare mi riesce impossibile esprimere un parere orientato. Posso solo assicurarle che gli esercizi di mobilizzazione del l’alluce sono molto importanti per il recupero della funzionalità e che ha margine di miglioramento fino al terzo mese dall’intervento. Se desidera un giudizio tecnico sul l’intervento mi inoltri le rx recenti del suo piede eseguite sotto carico in 2 proiezioni standard.
      Cordialità dott Fabio Lodispoto

  • francesco

    Buongiorno.
    A seguito rx piede mi è stato dignosticato alluce rigido.
    In attesa di fissare visita da Lei c/o Brindisi ne approfitto per chiederLe:

    può essere utile effettuare risonanza per vedere stato effettivo usura cartilagine?
    -eventuale rx comparativa dell’altro piede?

    -in attesa della visita e diagnosi piu accurata, sospendere attività sportiva(al momento avverto solo raramente leggero fastidio(non dolre) che non mi compromette di fatto corsa e/o tennis?
    può essere utile utilizzare scarpe da running(con rialzo) anche durante il giorno per non sovraccaricare l’articolazione?

    La ringrazio in anticipo

    Francesco

    • francesco

      dimenticavo. età 36 anni

    • dott. Fabio Lodispoto

      Gentile sig. Francesco,
      l’alluce rigido si diagnostica e se ne valuta efficacemente la severità con una comune radiografia del piede eseguita sotto carico, in 2 proiezioni standard, meglio se in comparativa così possiamo eventualmente individuare un problema sull’altro piede.
      Scarpe comode come quelle da running con ortesi plantare su indicazione dello specialista sono senza dubbio di aiuto per il confort del piede.
      Se riesce a correre senza troppi fastidi è concesso.
      Cordialità dott Fabio lodispoto

      • francesco

        Grazie Dottore.
        Effettuerò comunque rx altro piede, per comparazione.
        Nell’attesa di visita specialistica (23.10)ritiene che la sospensione della attività sportiva(non ho dolore al massimo leggero gonfiore post attivita della parte interessata) sia utile ad arrestare il processo degenerativo, o nel breve periodo generalmente non si riscontrano sostanziali peggioramenti?

        grazie
        Francesco

      • Dott Fabio lodispoto

        Gentile sig Francesco, le rispondo citandomi dal precedente messaggio “Se riesce a correre senza troppi fastidi è concesso.”
        Con la corsa nel breve medio termine non compromette nulla, la degenerazione articolare richiede anni e non risente della attività sportiva che in maniera marginale.
        Cordialità dott Fabio lodispoto

      • francesco

        grazie

  • Giovanni

    Buongiorno Dottore.
    Mi è stato diagnosticato l’alluce rigido da un chirurgo di Roma a entrambe le articolazioni. Non sento sempre dolore ma la paura di esso mi fa ormai camminare sui lati esterni dei piedi con conseguente sofferenza delle ginocchia e della schiena.
    Ho subito diversi traumi per via dello sport e ormai sono quasi 3 anni che sono inattivo.
    Quello che Le vorrei chiedere è se questo tipo di intervento, qualora fosse necessario intervenire chirurgicamente, può essere fatto in convenzione con la Asl dato il notevole costo per entrambi gli alluci.
    La ringrazio,
    Giovanni

    • Fabio lodispoto

      Gentile sig Giovanni,
      opero in convezione asl presso la casa di cura di Valdisieve Hospital, a Ponteassieve ( Fi). In convenzione potrà fare un solo piede per volta. Le visite e i controlli postoperatori sono invece privati e potrà farli a Roma.
      Cordialità dott Fabio lodispoto

      • Giovanni

        Buongriono Dottore,
        grazie per la risposta.
        Vorrei chiederle se vi sono degli esami che posso fare prima della visita da prenotare qui a Roma così da venire preparato.

        La ringrazio.

      • Fabio lodispoto

        Gentile sig Giovanni,
        sono indispensabili per una corretta valutazione del suo problema le rx recenti del piede eseguite in 2 proiezioni standard sotto carico.
        Cordialità dott Fabio lodispoto

      • Giovanni

        Trovato sul sito grazie.
        “adiografie recenti di entrambi i piedi eseguite sotto carico in due proiezioni standard: dorso-plantare e latero-laterale”

  • Luca

    Salve dott. Lodispoto leggo spesso e volentieri il suo sito e mi decido a farle delle domande. Sono stato operato per l’ennesima volta all’alluce. Il primo intervento al piede sinistro serviva a correggere il piede piatto e l’alluce valgo. L’alluce dopo il primo intervento non mi dava problemi di dolore ma dopo 6 mesi risultava penzolante e stava rientrando di nuovo anche se non si notava la classica sporgenza ossea a lato del piede. Ho rioperato l’alluce nuovamente e da li si sono creati altri problemi… l’alluce valgo si e trasformato in alluce rigido e quindi sono stato operato una terza volta all’alluce. A differenza delle altre volte non mi e stato messo il ferretto per stabilizzare l’osso. A distanza di 3 mesi “operato a novembre” rispetto a prima ho visto un miglioramento ma comunque poggio molto a fatica il piede. L’alluce sta un po alzato e non poggia sul pavimento e anche se non ho sempre dolore l’alluce sinistro non lo sento poggiare a terra. Le allego le rx in carico in attesa di un suo riscontro. La ringrazio in anticipo.

    • Luca

      Foto del piede come è adesso

    • Fabio Lodispoto

      Gentile sig Luca,
      Il suo alluce sembra sia stato sottoposto ad intervento di resezione della base della falange secondo Keller. Si tratta di una metodica indicata in certi casi di alluce rigido anche se al prezzo di un notevole accorciamento del primo dito. Per ottenere una stabilizzazione biologica dei tessuti e e tirare le somme dei risultati ottenuti può occorrere fino ad un anno di tempo dall’intervento. In questo tempo le consiglio di sottoporsi ad una regolare riabilitazione manuale dell’alluce e propriocettiva del passo.
      Cordialità dott Fabio lodispoto

  • Bianca Montali

    Che farmaco posso prendere per la cerimonia di domani visto che mi duole l’alluce valgo

  • pamela

    la ringrazio molto per le sue celeri risposte, adesso le spiego tutta la trafila che ho fatto .
    il tutto è cominciato a febbraio con dei dolori alla cipolla dell’alluce che andavano e venivano. All’inizio ho pensato fossero magari solo un problema di scarpe, ma poi ho cominciato ad averlo con quasi tutti i tipi di scarpe, allorche il mio medico mi ha mandato a fare una visita ortopedica alla clinica zucchi di Monza, e l’esito fu lieve alluce valgo con borsite subcacuta e metarsalgia 1-2 dito con iperpronazione in carico bilateralmente.
    la terapia bagni con amuchina e ciclo di laser alta potenza, localmente alevix gel 2 volte al giorno per 7-10 gg.
    fatto tutto ciò il mio dolore persisteva.
    a giugno il mio medico mi manda a fare un’altra visita ortopedica al centro politerapico di monza.
    diagnosi capsulite reattiva.
    terapia ghiaccio pomata e ciclo di antibiotici,
    naturalmente non cambia assolutamente niente e il mio dolore continua.
    inizio agosto il mio medico mi manda all’istituto ortopedico galeazzi di milano.
    l’ortopedico visitandomi il piede e visionando le varie lastre che avevo fatto anche durante le visite precedenti mi diagnostica hallux limitus.
    l’unica soluzione è l’intervento chirurgico che prenoto immediatamente.
    mi chiameranno loro fra circa 8 mesi per il pre ricovero.
    nel frattempo l’unica soluzione a detta dell’ortopedico è usare delle scarpe tipo mbt per alleggerire il carico.
    le compro subito e devo dire che per qualchè settimana il dolore era diventato accettabile fino a qualche giorno fa che è diventato insopportabile da non riuscire più ad appoggiare il piede.
    ho ricontattato l’istituto galeazzi ed ho preso un nuovo appuntamento con l’ortopedico, ma la visita mi è stata fissata per il 29 settembre.
    nel frattempo non so proprio cosa fare, perchè dolore a parte, ormai faccio fatica anche a muovermi da sola, ho pensato di andare anche in prontosoccorso, ma non vorrei passare 8-10 ore in attesa per poi essere spedita a casa con un semplice antidolorifico,
    qualunque suo consiglio sarà molto gradito, grazie anticipatamente e mi scusi se sono stata un po lunga, ma sa oggi purtroppo molti medici guardano solo esami e lastre e non ascoltano i pazienti.

  • pamela

    Buongiorno dottore, Le riscrivo perchè la situazione è peggiorata ( e non ho messo i “famosi” tacchi).
    Sono circa tre giorni che fatico a camminare dato che non riesco ad appoggiare il piede “malato” dal
    dolore. C’è un rigonfiamento nella parte subito sotto l’alluce, ed è ovvio che premendola per appunto
    camminare, non le dico. Ieri sono stata dal medico curante, che praticamente non puo’ farci nulla.
    Mi ha prescritto ARCOXIA 90 mg. (nuovo! ho preso in precedenza altri antidolorifici,antiinfiammatori e ho fatto anche ultrasuoni e laser che a poco son serviti), e ovviamente usare ghiaccio e pomata.
    Il problema è che l’intervento è tra circa un anno. Ho già prenotato un’altra visita ortopedica che sarà per il
    29 settembre, sperando che il medico mi farà delle infiltrazioni, perchè penso sia l’unica soluzione.Lei cosa pensa,e cosa mi consiglierebbe? Ringraziandola fin da subito, cordialmente La saluto.

    • Fabio lodispoto

      Gentilissima sig.ra Pamela,
      purtroppo ho pochi elementi per poter esprimere un giudizio meno generico del precedente. Per entrare nel merito del problema che pare avere aspetti clinici insoliti, si valuta lo stato clinico locale con una accurata visita ortopedica e si consultano accertamenti recenti richiesti dallo specialista a seconda dei sospetti diagnostici nutriti. Se ancora la diagnosi non dovesse essere definita e di conseguenza anche l’indirizzo terapeutico, chirurgico o conservativo che sia, sono richiesti approfondimenti diagnostici di secondo livello.
      Questo spazio resta un utile strumento di dialogo tra medico e paziente per informazioni e consigli, ma non sostituisce la validità di una visita ortopedica e dell’alogaritmo diagnostico.
      Cordialità dott Fabio lodispoto

      • pamela

        la ringrazio molto per le sue celeri risposte, adesso le spiego tutta la trafila che ho fatto .
        il tutto è cominciato a febbraio con dei dolori alla cipolla dell’alluce che andavano e venivano. All’inizio ho pensato fossero magari solo un problema di scarpe, ma poi ho cominciato ad averlo con quasi tutti i tipi di scarpe, allorche il mio medico mi ha mandato a fare una visita ortopedica alla clinica zucchi di Monza, e l’esito fu lieve alluce valgo con borsite subcacuta e metarsalgia 1-2 dito con iperpronazione in carico bilateralmente.
        la terapia bagni con amuchina e ciclo di laser alta potenza, localmente alevix gel 2 volte al giorno per 7-10 gg.
        fatto tutto ciò il mio dolore persisteva.
        a giugno il mio medico mi manda a fare un’altra visita ortopedica al centro politerapico di monza.
        diagnosi capsulite reattiva.
        terapia ghiaccio pomata e ciclo di antibiotici,
        naturalmente non cambia assolutamente niente e il mio dolore continua.
        inizio agosto il mio medico mi manda all’istituto ortopedico galeazzi di milano.
        l’ortopedico visitandomi il piede e visionando le varie lastre che avevo fatto anche durante le visite precedenti mi diagnostica hallux limitus.
        l’unica soluzione è l’intervento chirurgico che prenoto immediatamente.
        mi chiameranno loro fra circa 8 mesi per il pre ricovero.
        nel frattempo l’unica soluzione a detta dell’ortopedico è usare delle scarpe tipo mbt per alleggerire il carico.
        le compro subito e devo dire che per qualchè settimana il dolore era diventato accettabile fino a qualche giorno fa che è diventato insopportabile da non riuscire più ad appoggiare il piede.
        ho ricontattato l’istituto galeazzi ed ho preso un nuovo appuntamento con l’ortopedico, ma la visita mi è stata fissata per il 29 settembre.
        nel frattempo non so proprio cosa fare, perchè dolore a parte, ormai faccio fatica anche a muovermi da sola, ho pensato di andare anche in prontosoccorso, ma non vorrei passare 8-10 ore in attesa per poi essere spedita a casa con un semplice antidolorifico,
        qualunque suo consiglio sarà molto gradito, grazie anticipatamente e mi scusi se sono stata un po lunga, ma sa oggi purtroppo molti medici guardano solo esami e lastre e non ascoltano i pazienti.

      • Fabio Lodispoto

        Gentilissima sig.ra Pamela,
        capisco la sua situazione e il disagio che prova nel camminare ma oltre ad un generico consiglio ( ghiaccio, riposo, scarpe comode senza tacco e antidolorifico) posso dirle ben poco. Come le ho già scritto nel precedente post, senza le informazioni che si ricavano da esami radiologici, strumentali e da una accurata visita medica, una diagnosi orientata e le giuste indicazioni terapeutiche non possono essere formulate. Questo spazio è un utile mezzo di comunicazione tra paziente e medico, ma non sostituisce gli accertamenti e la visita specialistica.
        Certo della sua comprensione Le auguro una rapida remissione dei sintomi. Dott Fabio lodispoto

  • pamela

    Buonasera dottore.
    Sono in attesa di intervento chirurgico per risolvere il mio problema (hallux limitus). A parte il dolore che riesco a limitare usando scarpe tipo mbt, il problema è che a breve dovro’ andare ad un matrimonio, e di certo non potro’ indossare scarpe comode e tuta!!
    Lei pensa che se per qualche ora (dolori a parte) porto tacchi alti, peggioro la situazione?
    In attesa di una Sua cortese risposta, cordialmente la saluto.

    • Fabio lodispoto

      Gentilissima sig.ra Pamela,
      Il tacco alto costringe l’alluce alla dorsiflessione, pertanto va a forzare proprio il movimento che le risulta più limitato e doloroso. Dolore a parte, tuttavia, la scarpa con tacco alto, richiesto dalla cerimonia, non peggiora lo stato clinico locale ne pregiudica in alcun modo l’esito dell’imminente intervento.
      Cordialità dott Fabio lodispoto

      • pamela

        La ringrazio infinitamente per la sua veloce ed esaudiente risposta.
        Speriamo allora che la cerimonia finisca il prima possibile! Come al solito noi donne siamo destinate
        a soffrire.
        Cordiali saluti, Pamela.

  • Enrico Grazzi

    Gentile Dott. Lodispoto, circa quattro anni fa, all’età di 50 anni, mi è stata diagnosticata la patologia dell’alluce rigido al piede sinistro. Non sono presenti osteofiti, ma vi è una riduzione dello spazio articolare, che determina dolore nella deambulazione e attacchi acuti di artrite. Il farmaco che il medico curante mi ha prescritto in questi casi è l’Arcoxia da 60 mg. Inoltre, ho trovatogiovamento nell’uso di scarpe MBT. Tuttavia, gli episodi di artrite si ripresentano se c’è una sollecitazione accidentale dell’alluce. Un ortopedico di Roma suggerisce l’intervento chirurgico di osteotomia, che però renderebbe necessario anche l’accorciamento del 2° e 3° dito del piede, per compensare l’accorciamento dell’alluce. La prospettiva di dover intervenire su ben tre dita, di cui due sane, mi ha spaventato e fatto rinviare l’operazione fino a quando non sarà inevitabile. Vorrei gentilmente un suo parere ed eventualmente sapere se vi sono strutture ospedaliere pubbliche affidabili in cui si esegue questo tipo di intervento chirurgico.
    Cordialmente, Enrico Grazzi

    • Fabio Lodispoto

      Gentile sig Enrico,
      se l’intervento di correzione e artroplastica dell’alluce rigido accorcia di poco il metatarso ( al massimo 2 mm) e non sono già presenti fenomeni di metatarsalgia non è in genere necessario intervenire sui metatarsi laterali. La tecnica che preferisco in questi casi è chiamata Youngswick. Opero in convenzione ASL a Ponteassieve ( Fi).
      Cordialità dott Fabio Lodispoto

  • Davide Reale

    Buona sera Dott.Lodispoto,
    Ho fatto una visita da lei nella clinica di Pontassieve circa 2 anni fa se non erro. Sono stato operato nel 2007 (il trauma all’alluce risale al 2003) di alluce rigido dal Dott.Volpe che ha eseguito una osteoctomia e una cheilectomia secondo Moberg. Ora a distanza di 7 anni la situazione sembra degenerata in quanto ho continui dolori alla colonna vertebrale e non “sento bene” la gamba, come se mi mancasse forza. Il dolore e’ anche sotto l’arco plantare.Ora, avendo bene in mente tutto quello che riguarda tecniche chirurgiche del caso, volevo chiedere che cosa dovrei fare, quale puo’ essere il prossimo passo da seguire perche’ ormai il dolore (non tanto al dito quanto alla colonna vertebrale e alla pianta del piede) e’divenuto giornaliero e parecchio limitante tanto da scoraggiare perfino una breve passeggiata in citta’.Oltre a questo aggiungo il mio diabete mellito che avrebbe bisogno di movimento per essere gestito meglio…Ci sono per caso novita’ a riguardo? Gli ultimi raggi eseguiti sono quelli portati a lei nell’ultima visita a Pontassieve.In attesa di risentirci le auguro una buona serata.Davide

    • Fabio Lodispoto

      Gentile sig Andrea,
      i suoi disturbi molto probabilmente sono generati da un conflitto discale e conseguente lombo-sciatalgia. Le consiglio di sottoporsi a una RMN della colonna vertebrale e una emg degli arti inferiori. Il suo alluce rigido costituisce senz’altro un elemento di disturbo posturale e può aggravare i sintomi già presenti, ma sicuramente non è una causa unica e indispensabile della lombo-sciatalgia.
      Cordialità dott Fabio Lodispoto

  • Anna

    buongiorno, sono stata sottoposta alla terza artrodesi alluce sx. L’ultimo intervento è stato effettuato tre mesi fa. il dito si presenta rosso vivo, tumefatto e il dolore è onnipresente (a parte nel sonno) Il passo è limitato, e diverso dal piede destro, ed anche il dolore alle gambe è presente, un dolore unito ad una stanzezza.
    Vorrei camminare senza dolore ed indossare calzature normali – a questo proposito ho sentito parlare di una finta articolazione, sostitutiva a quella naturale – quindi riavere un dito non più paralizzato e predisposto al passo.
    L’Intervento effettuato di recente è una riartrodesi del primo metatarso, ma la prima falange non si muove quasi più.
    Spero che mi dia una risposta, affinché possa guarire e tornare ad una vita senza dolore. Infinitamente grazie. Anna

    • Fabio Lodispoto

      Gentilissima sig.ra Anna,
      la dis-artrodesizzazione è un intervento che potrebbe in teoria restituirle un certo grado di mobilità. Ho una esperienza limitata a pochi, selezionati, casi di questo genere, con impianto di protesi della testa del metatarso ( o di quello che ne resta dopo tutti gli interventi subiti) con impianto Hemicup. I risultati il più delle volte non sono stati a mio avviso abbastanza soddisfacenti da giustificare le incognite e i disagi di un nuovo intervento. Tuttavia le conviene aspettare dopo l’estate per apprezzare l’esito dell’ultima artrodesi, e nel frattempo dedicarsi alle fisioterapie che il caso richiede ( idrochinesiterapia, esercizi propriocettivi per la rieducazione del passo e massoterapia). Dopo questo termine mi dirà se intende ancora pensare ad un intervento di protesizzazione. Nel caso sono indispensabili le rx del piede recenti eseguite sotto carico.
      Cordialità dott Fabio lodispoto

  • Caterina

    Dottor Fabio Lodispoto,
    grazie mille per la sua risposta che è stata molto esaustiva.
    Caterina

  • Caterina

    Salve mi chiamo Caterina,
    Nel maggio del 2011 per dei problemi ad un piede, feci una visita e mi diagnosticarono Osteofita nel piede sinistro, e mi consigliarono un asportazione chirurgica, che io poi non feci, perchè dovetti affrontare una gravidanza.Oggi mi rendo conto che la situazione sia peggiorata, in quanto basta una semplice camminata, da indurmi a zoppicare, e problemi nel calzare le scarpe anche più semplici, inoltre mi sembra di avere dei problemi nel secondo dito. A questo propositi, le scrivo perchè volevo avere maggiori informazioni per quanto riguarda l’intervento,i risultati post intervento, la degenza in ospedale e in casa. Grazie anticipatamente della sua disponibilità
    buongiorno
    Caterina

    • Fabio lodispoto

      Gentile sig.ra Caterina,
      I risultati a lungo termine di intervento per alluce rigido sono condizionati dalla severità della degenerazione articolare. Questa inoltre condiziona anche la scelta della tecnica operatoria che impiega per i gradi più lievi la sola asportazione degli osteofiti, se più grave la condizione di alluce rigido si utilizzano varie tecniche di osteotomia ( comune la Youngswich), nei gradi estremi si blocca l’articolazione ( artrodesi) oppure si applica una protesi( hemi cup).
      Dirimenti le rx per L orientamento chirurgico.
      Cordialità dott Fabio lodispoto

  • Daniela Invernizzi

    ma dopo l’artrodesi si può ancora correre? Grazie della risposta.

    • Fabio Lodispoto

      Gentilissima sig.ra Daniela,
      l’artrodesi sopprime il movimento dell’articolazione e quindi la normale funzione di leva e spinta dell’alluce nella fase finale del passo. Tuttavia il blocco dell’articolazione viene compiuto con circa 25gradi di flessione dorsale in modo che possa assecondare la rollata del piede. Questa accortezza permette di praticare la corsa senza alterare l’appoggio plantare che altrimenti costringerebbe il piede alla supinazione.
      Cordialità dott Fabio Lodispoto

      • Daniela Invernizzi

        Grazie Dottor Lodispoto,

        sono veramente felice di quanto scrive. Davvero molte grazie per la sua tempestiva risposta.

        Daniela Invernizzi

    • max

      Scusami daniela x caso hai fatto l’artrodesi e cm e andata grazie infinite

  • giuseppe

    dopo l’operazione l’alluce sara’ piu corto ?

    • Fabio Lodispoto

      Gentile sig Giuseppe,
      dopo l’intervento di artrodesi l’alluce risulta più corto di circa 4 millimetri. Si tratta dello spessore delle superfici articolari che sono state sacrificate per accoppiare e bloccare l’articolazione. Il dito invece, conserva la sua lunghezza se viene praticata la asportazione degli osteofiti e il rimodella mento della testa metatarsale e/o l osteotomia correttiva del metatarso ( tecnica di Youngswick).
      Cordialità dott Fabio Lodispoto