Correttori notturni per l’alluce valgo

Separadita, lacci e cinturini e appositi calzettoni rinforzati e molti altri dispositivi in commercio dalle forme più disparate e fantasiose, che promettono di riallineare l’alluce ed eliminare i sintomi dolorosi, hanno un denominatore comune: non funzionano L’alluce, una volta che deraglia dai suoi binari, e lentamente si deforma sviluppando la dolorosa sporgenza, è inarrestabile. Una patologia a carattere evolutivo che solo il bisturi è in grado di correggere efficacemente e in modo definitivo. E’ bene chiarire: in realtà non è l’alluce a deviare a creare la ben nota “cipolla” al piede ma è il metatarso. Si tratta del lungo e robusto osso del piede che si articola con l’alluce. Normalmente questo elemento dello scheletro è ben allineato con l’alluce ed è mantenuto nella sua corretta posizione da robusti ligamenti, tendini e muscoli. A causa di squilibri biomeccanici a carattere per lo più ereditari ad un certo punto della vita il metatarso comincia a spostarsi.

Si allontana dalla sua normale posizione, perdendo i rapporti con i suoi binari naturali ( i sesamoidi ) e la sua estremità ( la testa del metatarso) comincia a sporgere dal profilo anatomico del piede. L’alluce in questa lenta ma inesorabile progressione viene trascinato dal metatarso e i due elementi ( metatarso e alluce ) si angolano sempre più tra loro. Una comune radiografia a questo punto mostra con chiarezza quanto accaduto: la punta dell’alluce sostanzialmente non si è mai spostata dalla sua posizione accanto al secondo dito, mentre la dolorosa deformità altro non è che l’articolazione tra metatarso e alluce innaturalmente angolata e deformata. Risulta a questo punto evidente anche al profano che raddrizzare l’alluce non serve.

Ammesso che si riuscisse a riallineare l’alluce senza correggere consensualmente anche il suo metatarso si otterrebbe un piede con l’alluce dritto ma lontano dalle altre dita come quello di una scimmia penalizzando l’uso di normali calzature e il modo di camminare. Tanto basta a spiegare perche correttori notturni ed altri dispositivi non funzionano e non potranno mai funzionare: agiscono esercitando una trazione e/o una spinta sull’alluce per allontanarlo dalle altre dita. Nessuna di queste ortesi correttive può correggere il metatarso il vero colpevole della deviazione. Non solo: i correttori pubblicizzati lasciano invariate quelle forze meccaniche che hanno provocato il deragliamento del primo dito, così che, anche volendo immaginare che uno di questi dispositivi sia in grado di coreggere l’alluce, sospesa la cura il dito tornerebbe rapidamente nella sua difettosa posizione.

Solo in caso di piede piatto si puo prevenire o arrestare la deviazione in valgo dell’alluce. Con un semplice plantare confezionato ad hoc per sostenere la volta plantare e annullare il piattismo del piede. Il piede piatto è infatti una condizione che predispone e sostiene la deviazione dell’alluce. Per effetto del cedimento della volta plantare, i tendini stabilizzatori dell’alluce, non possono più esercitare efficacemente la loro funzione durante la fase finale di leva e spinta del piede, e l’alluce vittima di forze sfavorevoli devia formando la dolorosa sporgenza. Tanto più l’adozione del plantare è precoce tanto più la sua funzione di prevenzione contro lo sviluppo dell’alluce valgo risulta efficace. Si dovrebbe porre molta attenzione alla prevenzione soprattutto negli adolescenti, specie se di sesso femminile nella cui famiglia si riscontrano altri casi di piede piatto e alluce valgo.

Si tratta di una patologia in cui la famigliarità è di sicuro un elemento che aumenta moltissimo il rischio di sviluppare precocemente la invalidante deformità del primo dito. Le comuni radiografie del piede, eseguite sotto carico ( in piedi ) permettono di apprezzare e misurare l’altezza della volta plantare ed eventualmente cogliere i primi segnali di valgismo dell’alluce. Completa le informazioni necessarie allo screening la baropodometria. Si tratta di un esame computerizzato che permette di rilevare la mappa delle pressioni esercitate dalla pianta del piede e la sua superficie di appoggio. Solo i piedi piatti più lievi, di I e II grado, tuttavia sono candidati ideali all’uso del plantare, il piattismo di grado più severo, il III, è invece destinato alla correzione chirurgica. Una piccola incisione cutanea sotto il malleolo laterale e l’inserimento di una vite per via del tutto mininvasiva permettono una correzione definitiva del piede piatto e di affrancarsi a vita dall’uso del plantare.

Cosi come risultano inutili i correttori notturni e gli altri dispositivi (lacci, cinturini e separadita) che promettono di eliminare l’alluce valgo esercitando una trazione sul primo dito, cosi risultano inutili le tecniche chirurgiche che vorrebbero correggere il valgismo asportando la dolorosa sporgenza. La vistosa e dolorosa spogenza che si sviluppa alla base dell’alluce infatti non è un un callo osseo, o una escrescenza che si può impunemente segare e asportare, ma si tratta della articolazione tra due ossa del piede: il metatarso e la prima falange dell’alluce. Una stuttura scheletrica necessaria al corretto funzionamento del piede ricoperta di delicata e preziosa cartilagine che deve essere rispettata dal bisturi. La sua asportazione, benche parziale e prevista da alcune tecniche chirurgiche, risulta solo cosmetica ed effimera. La patologica angolazione tra alluce e matatarso infatti se non viene corretta da luogo precocemente ad una recidiva del valgismo rendendo vano l’intervento subito.

Non solo: l’asportazione della sporgenza, se eccessiva, danneggia l’articolazione avviandola all’artrosi. Si deve invece intervenire chirurgicamente sul metatarso, l’elemento scheletrico che per primo ha avviato la deviazione trascinando secondariamente anche l’alluce. Con tecniche di ultima generazione e per via mininvasiva il metatarso può essere spostato e riallineato in maniera definitiva all’alluce senza disturbare la delicata articolazione. Non solo: oltre ai tempi scheletrici l’intervento prevede anche il bilanciamento dei tessuti molli ( tendini e capsula articolare ) per annullare quelle forze che hanno generato il deragliamento del metatarso e quindi la formazione dell’alluce valgo. Si ottiene in questo modo una correzione esente nel tempo da recidive.

Correttori notturni per l’alluce valgo was last modified: marzo 9th, 2016 by Fabio Lodispoto
  • Laura

    Buongiorno Dottore,
    ho fatto l’autodiagnosi con la sua applicazione ed è emerso un alluce valgo di tipo inziale con un angolo metarso-falangeo di 15.18°.
    Sono andata dal mio medico di base il quale non mi ha detto nulla, forse di fare una visita da un osteopata. Io corro circa 100km al mese e da 2 settimane sento un formicolio sotto le altre dita del piede destro (ove ho l’inizio di alluce valgo). Di notte uso un divaricatore ma leggendo il suo articolo ho appreso che non serve a nulla. Cosa mi consiglia? devo fare l’intervento? la ringrazio. Laura

    • dott. Fabio Lodispoto

      Gentilissima sigra Laura,
      In effetti i correttori notturni non hanno efficacia come ha già avuto modo di leggere nelle pagine del mio sito. In particolare lo spaziatore o divaricatore trasmette la spinta dell’alluce sul secondo dito e con effetto domino su tutte le dita esterne. Di qui la deformazione progressiva che si innesca sull’avampiede. Nel suo caso specifico sembrerebbe ci sia indicazione ad una correzione chirurgica, ma mi ha fornito solo il valore dell’angolo metatarsofalangeo, mentre mancano i valori dell’angolo intermetatarsale che l’app autodiagnosi fornisce in automatico. Si tratta di un parametro fondamentale per stabilire la gravità della deformazione articolare e dare di conseguenza una indicazione chirurgica ben orientata.
      Cordialità dott Fabio lodispoto

  • Rita

    Carissimi, da un bel po di tempo soffro di dolori atroci all’ alluce del piede sinistro, vedo anche l’ osso sporgente e quando tolgo le scarpe, l’ osso e’ rosso e devo massaggiare. Anche il destro mi fa male ma meno del sinistro. Inoltre per tutto il resto della giornata ho dolori alle gambe e anche e alla colonna vertebrale. Ho 41 anni ma fisicamente dopo le gravidanze ho peggiorato con dolori alle ossa, e ‘da un mese che ho dolori alle dita della mano destra e quando mi sveglio al mattino ho sempre formicolio. Ho fatto le analisi del sangue e ho la VES a 56 e la proteina c reattiva a 10 . È’ molto invalidante tutto ciò’ , cosa mi consigliate? Grazie e buona giornata