Intervento di alluce rigido. Una nuova tecnica permette di evitare l’artrodesi

Esiste un nuovo modo per operare l’alluce rigido quando l’articolazione è distrutta in maniera irrimediabile dall’artrosi. Tutto grazie ad un materiale di recente sviluppo che permette di evitare l’artrodesi.

Una panoramica sull’intervento di alluce rigido

Recentemente abbiamo parlato di alluce rigido, una patologia dalle diverse cause, ma caratterizzata da dolore fin dai primissimi stadi. La tecnica di intervento per il trattamento dell’alluce rigido viene scelta sostanzialmente in base allo stato della cartilagine articolare. Se la cartilagine risulta in buono stato, si procede alla rimozione degli osteofiti e al riposizionamento dell’articolazione. Quest’ultima azione è utile ad agevolare il movimento delle superfici articolari.

Se invece la cartilagine è molto rovinata, poiché non è possibile in alcun modo ripristinarla, si ricorre all’artrodesi. Questa operazione, che prevede il blocco dell’articolazione, risolve il dolore ma ha come conseguenza la perdita della mobilità dell’alluce.

Non abbiamo parlato di protesi in quanto, dal mio punto di vista, al momento le casistiche in fatto di protesi non sono così promettenti da intraprendere questa opzione chirurgica come prima soluzione.

Oggi vi voglio parlare di una tecnica di intervento innovativa che è molto promettente in quanto parte da un concetto diverso, non sostituire le superfici danneggiate, ma inserire uno spaziatore biomimetico di ultima generazione tra le superfici. Vedremo come si possa intraprendere questa via per evitare l’artrodesi.

A cosa è dovuto il dolore nell’alluce rigido

Facciamo un passo indietro: perché l’alluce rigido fa male? molto semplice, perché l’articolazione non ha un’adeguata copertura di cartilagine. La cartilagine è un tessuto che non ha terminazioni nervose e grazie a questo permette alle ossa di scorrere tra loro in assenza di dolore. Il dolore sopraggiunge quando la cartilagine è rovinata o manca del tutto, in quanto le superfici ossee, ricche di terminazioni nervose, arrivano in contatto e sfregano tra di loro. Ecco perché per eliminare il dolore basterebbe qualcosa che allontani queste superfici in modo che non sfreghino più.

L’articolazione dell’alluce rigido, le estremità dei segmenti ossei vengono in contatto e causano dolore.

Intervento di alluce rigido: l’approccio con gli spaziatori

In armonia con questo concetto, in passato si sono tentati approcci chirurgici che utilizzavano degli spaziatori da inserire nell’articolazione. Spesso però i materiali usati non andavano molto bene perché creavano delle reazioni allergiche piuttosto violente o non erano riassorbibili. Nel caso in cui erano invece riassorbibili non lo facevano nei tempi giusti. In sostanza, la tecnologia dei materiali usati come spaziatori non era sufficiente avanzata.

Materiali di ultima generazione utilizzati per gli spaziatori

Oggi esistono degli spaziatori riassorbibili di ultima generazione che costituiscono una nuova frontiera per il trattamento dell’alluce rigido. Sono composti da un materiale fibroso dall’aspetto simile ad una stoffa piuttosto pesante. Il loro spessore può variare in base all’articolazione che si deve trattare, da due a cinque millimetri, con diametro anch’esso variabile.

Esempio di spaziatore di ultima generazione utilizzabile durante un intervento di alluce rigido

Esempio di spaziatore di ultima generazione utilizzabile durante un intervento di alluce rigido*

Tecnicamente, si tratta di membrane biomimetiche, cioè capaci di “mimetizzarsi” nell’ambiente in cui vengono inserite. Le cellule dell’ospite non riconoscono il tessuto come estraneo e di conseguenza lo abitano. Ciò che avviene è che dall’articolazione stessa i fibroblasti cominciano a proliferare e ad albergare tra gli spazi nanometrici della membrana e a produrre tessuto fibroso, collagene. Nel giro di un anno, la membrana inserita durante l’intervento viene completamente sostituita in modo naturale e senza pericolo di reazioni allergiche o autoimmuni.

Intervento di alluce rigido - apertura e resezione del metatarso*

Intervento di alluce rigido – apertura e resezione del metatarso*

 

Intervento di alluce rigido, evitare l'artrodesi posizionando uno spaziatore di ultima generazione nell'articolazione

Intervento di alluce rigido – posizionamento del distanziatore nell’articolazione*

Il risultato finale è che il tessuto inserito durante l’intervento scompare e al suo posto si forma un cuscinetto fibroso, che non è cartilagine ma fa allo scopo, cioè tiene separate le superfici artritiche consentendo anche un certo grado di movimento. Si tratta dunque di una tecnica di intervento promettente.

Attenzione: non è il movimento di un’articolazione sana, ma non è nemmeno un’artrosi.

Intervento di alluce rigido: il post operatorio

L’intervento è molto semplice, non c’è una particolare riabilitazione successiva, anzi questa è piuttosto veloce e permette di camminare quasi da subito. Si sopporterà qualche dolorino, il piede gonfio per un certo periodo, ma la convalescenza è senz’altro più rapida rispetto alle altre tecniche di intervento fin qui proposte.

Considerazioni finali

Abbiamo visto che nel caso di alluce rigido, quando l’articolazione è estremamente compromessa, non c’è altra soluzione che il blocco totale dell’articolazione con placche e viti. Cosa che ha ovviamente delle implicazioni biomeccaniche pesanti in quanto si cammina male, addirittura zoppicando. L’intervento con lo spaziatore concede invece un certo grado di movimento, con una percentuale di remissione del dolore molto alta.

Questo tipo di tecnica costituisce infatti una soluzione di compromesso: se l’artrodesi fa scomparire il dolore ma si perde completamente il movimento (e quindi si cammina male), l’intervento con lo spaziatore mantiene, o addirittura restituisce, una percentuale di movimento ma può non risolvere completamente il dolore.

In conclusione, nel valutare la possibilità di eseguire un intervento su alluce rigido inserendo spaziatori di ultima generazione, occorre tenere presente che, come tutti gli interventi, non si può avere la garanzia di successo. Le complicanze posso essere sempre dietro l’angolo, anche se questa innovativa tecnica di intervento è piuttosto sicura e ben collaudata. Io personalmente la consiglio e la applico se ci sono le giuste indicazioni.

Per saperne di più:

Se vuoi avere panoramica semplice ma completa sulla patologia alluce rigido, leggi il mio recente articolo in cui descrivo cause, sintomi e rimedi contro il dolore

A volte l’alluce rigido si sviluppa in concomitanza con l’alluce valgo. Guarda come ho trattato il caso di una mia paziente che aveva entrambe le patologie.

Se avete dubbi o domande, scrivete qui sotto nei commenti! La mia risposta potrà essere utile anche ad altri pazienti!

*Fonte immagini: www.scaffdex.com

Intervento di alluce rigido. Una nuova tecnica permette di evitare l’artrodesi was last modified: maggio 2nd, 2018 by Fabio Lodispoto