La convalescenza

Scarpa modello “Talus” o di Baruck

Scarpa modello “Talus” o di Baruck

Terminato l’intervento di correzione del’alluce valgo, medicato e fasciato il piede, incomincia il decorso post-operatorio. Un periodo di convalescenza durante il quale si deve compiere un fondamentale processo biologico di guarigione: il callo osseo. Il metatarso, infatti, una volta interotto e spostato nella posizione desiderata è mantenuto in posizione corretta unicamente dalla particolare geometria ad incastro della osteotomia, che gli conferisce stabilità, specie sotto carico (con il paziente in piedi) e da una vite, che può essere in titanio o in materiali riassorbibili (per saperne di più, puoi leggere il mio articolo dedicato alla vite in titanio), come l’acido polilattico o il calcio trifosfato. Manca, ancora del tutto, il callo osseo, che salda in maniera più efficace e stabile e soprattutto in maniera definitiva le due parti di metatarso interrotte, spostate e aggiuntate. Per la formazione di un callo osseo, che conferisca alla correzione una certa forza di coesione, sono necessari almeno venti giorni. In queste tre settimane, le proteine del sangue stravasato si organizzano da prima in fibre collagene di fibrina e queste, a loro volta, si uniscono a formare tralci di tessuto connettivo spesso e tenace, che funge da potente collante tra le due superfici di osso aggiuntate. Si forma così un callo osseo fibroso, non ancora tanto robusto come l’osso sano, ma sufficiente per poter camminare con le comuni calzature a appoggiare e attivare nuovamente l’alluce. Risultano più chiare adesso le raccomandazioni dell’ortopedico date al paziente per la convalescenza: a poche ore di distanza dall’intervento,una volta terminati gli effetti dell’anestesia è già possibile appoggiare il piede a terra e compiere qualche passo, se necessario per recarsi in bagno. La piccola vite che tiene insieme il metatarso corretto e la particolare geometria del’osteotomia, autostabilizzante, conferiscono alla correzione appena ottenuta una stabilità tale da concedere i primi passi anche in totale assenza di callo osseo.

Controllo dell’intervento al radiografo o all’amplificatore di brillanza

Controllo dell’intervento al radiografo o all’amplificatore di brillanza

Per prudenza al paziente viene tuttavia fatta indossare una scarpa post-operatoria che è disegnata in maniera tale da mantenere sollevato da terra l’avampiede e quindi anche l’alluce operato. Si tratta delle scarpe Talus o Baruck, dotate di una suola che concede solo l’appoggio del tallone e della pianta e che di fatto non permette all’alluce di dare peso in punta. Una accortezza che aiuta a camminare senza sollecitare eccessivamente la parte operata. Il paziente deve quindi dotarsi di questa calzatura aquistandola presso una sanitaria o una officina ortopedica (il prezzo indicativo è di circa 45 euro) e deve essere circa due numeri più abbondante, del numero di calzature normalmente indossate, perchè la fasciatura protettiva risulta ingombrante e occupa un certo spazio. Prima di indossare la scarpa e compiere i primi passi si deve tuttavia attendere qualche ora.

Il paziente, quando esce dalla sala operatoria, è disteso e sospinto da un infermiere su un lettino mobile e ha ancora il piede e la gamba completamente addormentati dall’anestesia.Viene quindi condotto in radiologia per sottoporre il piede operato alle radiografie di controllo. Si valuta con la radiografia la corretta esecuzione della tecnica operatoria e l’annullamento degli angoli patologici, secondo planning preoperatorio. Si valutano, con la radiografia, anche la riduzione sotto il metatarso dei sesamoidi che si erano lussati e la lunghezza della vite ( se metallica, perche le viti riassorbibili sono radiotrasparenti e non si possono apprezzare) che deve risultare ben affondata nell’osso e della giusta lunghezza. Perchè se la vite è troppo corta, non da garanzie di tenuta nell’osso così aggiuntato, se invece è troppo lunga, puo sporgere e arrecare danni articolari con la punta o dare fastidio sotto pelle, se è la testa a sporgere. Compiuta la valutazione radiologica, il paziente viene accompagnato nella sua stanza e trasferito, dalla lettiga mobile, al suo letto. Il paziente è perfettamente vigile, collaborativo e non avverte alcun dolore alla parte operata, ma gli viene ancora, tassativamente, vietato di alzarsi dal letto, anche solo per andare in bagno. L’anestesia infatti non solo addormenta e toglie sensibilità alla parte, ma blocca anche i comandi motori alla gamba e al piede. Pertanto, il paziente, fintanto subisce gli effetti dell’anestesia non è in grado, ne di avvertire l’appoggio del piede a terra, ne di comandare il piede per sostenersi e rischierebbe una rovinosa caduta a terra con la possibilità di urtare e compromettere l’allineamento dell’alluce.

La durata dell’anestesia dipende molto dalla quantità di anestetico locale con cui è stato bloccato il nervo, dal tipo di anestetico locale utilizzato ( di norma si utilizzano 10 cc di chirocaina o di naropina ) e dalle capacità metaboliche individuali di smaltimento del farmaco. Di norma l’anestesia dura da un minimo di 4 ore ad un massimo di 24 ore e viene programmata dall’anestesista, anche in base al tipo di ricovero effettuato. Se infatti, per il paziente è stato previsto un day surgery e viene dimesso in giornata, la quantitrà di anestetico somministrata sarà più modesta e il tipo di anestetico impiegato scelto tra le molecole che hanno una minor durata di azione, in modo da consentire al paziente una precoce mobilità autonoma, per salire e scendere dalla macchina che lo accompagnerà a casa. Al contrario, in caso di ricovero ordinario, di uno o due giorni, l’anestesista provvederà ad una anestesia di lunga durata, in modo da lasciare la parte addormentata il più a lungo possibile. Di norma anche quando il piede si sveglia non compaiono dolori lancinanti e insopportabili, più comunemente i pazienti da me operati riferiscono una sensazione di gonfiore e indolenzimento, come per la presenza di un grosso livido. Tuttavia, a copertura di aventuali dolori, viene di routine compiuta una profilassi contro il dolore somministrando, in vena, alcuni farmaci antidolorifici con un sistema ad elastomero. Si tratta di un piccolo contenitore che può essere comodamente portato appeso al collo o in vita, che contiene un palloncino elastico. Il palloncino viene rifornito dei farmaci che si ritengono più opportuni per coprire il dolore, di norma Toradol (appartenete alla classe dei FAN)2 fiale , Contramal( appartenete alla classe degli oppiacei) 2 Fiale e Zantac ( gastroprotettore ) 2 fiale, diluiti in soluzione fisiologica. L’elastomero è tarato per rilasciare il farmaco in vena, come fosse una fleboclisi, in maniera controllata per un periodo variabile da 12 a 72 ore. Di norma si utilizzano elastomeri da 24 ore, che sono più che sufficenti a coprire eventuali sintomi dolorosi durante la convalescenza. Successivamente, una volta a casa, il paziente può prendere al bisogno altri antidolorifici, ma, nella maggior parte dei casi, i pazienti riferiscono benessere e di non avere avuto la necessità di ricorrere a nessun trattamento antidolorifico. Nel foglio di dimissione che viene consegnato ad ogni paziente al momento dell’uscita sono specificati oltre agli antidolorifici anche i farmaci per la profilassi contro le complicanze vascolari come la flebite e la tromboflebite. Si tratta di eparine a basso peso molecolare che hanno la funzione di rendere il sangue più fluido e meno coagulabile. Di norma viene somministrato il Clexane 2000 ui (unità internazionali), al dosaggio più basso, una fiala al giorno, sotto cute, per 20 giorni. Chi prende già anticoagulanti come il Cumadin o la Ticlopidina (Ticlid)) o antiaggreganti piastrinici come l’aspirinetta, per cause cardiologiche o circolatorie, deve sospendere i farmaci alcuni giorni prima dell’intervento, sotto controllo medico e assumere il Clexane al dosaggio consigliato ( in genere 4000 per 2 ) e poi dopo 20 giorni riprendere le sue terapie. La profilassi antibiotica secondo i moderni criteri medici viene di preferenza eseguita direttaemnte in sala operatoria durante l’intervento con l’infusione in vena di 2 grammi di cefalosporine di terza generazione o altra molecola, secondo diverso parere medico. Secondo le moderne linee guida adottate anche in Italia quasta monosomministrazione è sufficiente a prevenire l’eventuale sviluppo di infezioni da sala operatoria sulla parte operata. Tuttavia, per maggiore prudenza, la terapia antibiotica può essere prolungata anche a casa per via orale o intramuscolare per i successivi 3 o 5 giorni. Infine nel foglio di dimissione sono contenute oltre alle prescrizioni di farmaci, anche delle utili raccomandazioni: mantenere il piede sollevato in posizione antideclive, quando non è indispensabile la deambulazione e applicare e la crioterapia ad intermittenza. La prima raccomandazione serve ad evitare che il piede si gonfi eccessivamante. Infatti, la parte operata, tende già in condizioni di riposo a gonfiarsi per l’edema e l’accumulo di liquidi trasudati nei tessuti e se in aggiunta a questo normale fenomeno fisiologico, si aggiunge la difficoltà di circolo venoso che il piede sviluppa nei giorni immediatamente successivi all’intervento, ecco che si spiega la raccomandazione di mantenere il piede sollevato all’altezza del cuore per favorire il ritorno venoso dalla periferia al circolo centrale. La seconda raccomandazione riguarda invece la applicazione di ghiaccio sulla parte operata ad intervalli durante la giornata: 20 minuti, 4-5 volte al giorno il trattamento consigliato per avere una valida azione antiedemigena e antidolorifica, riducendo così la eventuale assunzione di farmaci antidolorifici.Quindi la scheda di dimissione di una paziente che è appena stata sottoposta ad intervento corrrettivo di alluce valgo potrebbe venire così compilata:

  • Rocefin 1 Gr per 2 per 3 giorni imtramuscolo
  • Clexane 2000 1 fl sc/die per 20 giorni
  • Toradol gocce 10-15 gtt. al bisogno
  • Pantorc 1 cps al mattino (fino a sospensione della terapia antidolorifica)
  • Deambulazione concessa con scarpa post-operatoria tipo Baruck per 20 giorni
  • Arto preferibilmente in posizione antideclive
  • Crioterapia ad intermitenza
  • 1° controllo post-operatorio con lo specialista in 15esima giornata ( non medicare, non rimuovere e non bagnare la fasciatura ) Questa ultima nota sta a significare che non è necessario medicare o controllare la parte prima di due settimane dall’intervento in buon accordo con le linee guida nordamericane che ritengono le medicazioni di una ferita chirugica sterile potenziale fonte di contaminazione batterica. Solo dopo due settimane, infatti, il paziente si reca dall’ortopedico per rimuovere la fasciatura a valutare i risultati dell’operazione. In questa occasione il paziente non deve temere alcun dolore per la rimozione della sutura, perche i punti sono stati dati in un materiale intrecciato e riassorbibile (Vicryl Rapid tre zeri), che al momento della visita cadono senza traumi, semplicemente tamponando la ferita chirurgica, ormai rimarginata, con una garzina imbevuta di un comune disinfettante. Un cerotto o secondo i casi, una benda leggera, sono applicati a protezione della parte ancora per una settimana così come viene raccomandato l’uso della scarpa Baruck fino al ventesimo giorno dall’intervento. Compiuti i venti giorni, infatti, il cerotto e la benda possono essere rimosse e il piede normalmente lavato con acqua tiepida e amuchina, per detergere finalmente il piede. La scarpa di Baruck viene definitivamente abbandonata e si devono calzare scarpe morbide e comode e dalla suola flessibile, possibilmente un numero più grande per non costringere il piede ancora leggermente gonfio. Sono indicate le calzature da Jogging o da passeggio in pelle morbida e senza tacco e a punta arrotondata. Queste scarpe dovranno essere indossate per circa un mese, fintanto che il piede non si asciuga del tutto dall’edema post-operatorio.Non è di norma prevista la fisioterapia per favorire la ripresa della funzionalità dell’alluce e il normale schema del passo, a patto che si seguano le raccomandazioni dello specialista: superati i primi venti giorni dall’intervento è necessario camminare con calzature comode e articolare lo schema del passo dando pieno appoggio sull’alluce operato. In altre parole deve essere assolutamente evitato l’atteggiamento protettivo e antalgico che induce il paziente ad evitare di articolare l’alluce e di fargli compiede il suo lavoro di leva e spinta nella fase finale del passo. Si osserva frequentemente in chi è stato operato da poche settimane un appoggio scorreto in supinazione ( appoggio sulla parte laterale del piede) con scarsa attivazione del tendine flessore lungo dell’alluce ( quello che flette plantarmente il dito per dare la spinta al passo). In questi pazienti si osservano, se il passo non viene immediatamente corretto, lo sviluppo di dolore ed edema da sforzo sulla parte laterale della caviglia e una certa rigidità dell’alluce per lo sviluppo di aderenze articolari. Effetti sfavorevoli al regolare decorso della convalescenza, che tuttavia possono essere facilmente annullati, mostrando al paziente alcuni semplice esercizi per la mobilizzazione dell’alluce e indicando il corretto schema del passo, nel corso della seconda visita di controllo, che in genere viene fissata 30 giorni dopo l’operazione. Un terzo controllo post- operatorio viene fissato di norma dopo tre mesi dall’intervento con le radiografie eseguite in due proiezioni (dorso-plantarie e laterali) sotto carico (in piedi) per accertare la avvenuta guarigione del piede, il recupero di una corretta deambulazione e di un fisiologico appoggio plantare. Le radiografie a questo punto non mostrano solo la avvenuta trasformazione del callo osseo fibroso in vero osso, ma anche il rimodellamento che il metatarso ha subito seguendo le nuove linee di forza e di carico che hanno quasi cancellato le tracce del pregresso intervento e dell’osteotomia. Se tutto il timing post-operario non subisce ritardi e il paziente rispetta tutte le raccomandazioni dell’ortopedico, il ritorno alla normale deambulazione è previsto dopo venti giorni dall’intervento, la guida della autovettura in 25esima giornata, il ritorno ad attività lavorative sedentarie dopo 30 giorni e quelle pesanti o con scarpe antinfortunistiche dopo 45 giorni. Lo sport è invece concesso in palestra e per attività che non comportano salti e corsa dopo soli 30 giorni, mentre per il calcio, la corsa e l’atletica sono necessari 3 mesi di attesa perchè il metatarso recuperi la necessaria robustezza.
La convalescenza was last modified: giugno 26th, 2017 by Fabio Lodispoto
  • Valeria Di Gioia

    buona sera dottore sono valeria. L’8/06 sono stata operata all’alluce valgo e l’ 11/07 mi hanno levato il filo k ed oggi ho il piede totalmente scoperto. mi chiedevo se potessi fare la doccia bagnando il piede e se potessi andare al mare

    • dott. Fabio Lodispoto

      Gentilissima sig.ra Valeria,
      con il piede operato può senz’altro fare il bagno la doccia e andare al mare e in piscina. Oramai le ferite chirurgiche si sono perfettamente rimarginate e non rischiano più di infettarsi. Eviti invece di prendere il sole direttamente sulla coiatrice perché i raggi ultravioletti la rendono più scura e rilevata come un cordone duro. Può usare un cerottino per questa estate per proteggerla dai raggi solari.
      Cordialità dott Fabio lodispoto

  • Ilaria Santoro

    Buonasera dottore.
    Sono ilaria. Sono stata operata all’alluce valgo il 20/05. Ieri 23/06 ho fatto i raggi e il medico mi ha detto che è tutto ok, ma il filo di k lo rimuove al 37esimo giorno. Ecco. La mia domanda è questa.
    Perchè secondo lei, nonostante l esito dei raggi, non ha rimosso il filo il giorno stesso. Volevo inoltre sapere se posso tornare a lavorare dopo qualche giorno e se dopo la rimozione, posso giá indossare una scarpa normale. Grazie mille.

    • dott. Fabio Lodispoto

      Gentile sig.ra Ilaria,
      il filo di K può essere rimosso a giudizio dell’ortopedico tra la 30 e la 40 giornata postoperatoria dopo correzione di alluce valgo. Il ritorno alla attività lavorativa può essere concessa precocemente per i lavori sedentari di ufficio, mentre può richiedere anche due mesi per le mansioni gravose e per i lavoratori che devono indossare scarpe antinfortunistiche.
      Le calzature in ogni caso dovranno essere di uno o due numeri più abbondanti in dipendenza dal gonfiore locale.
      Cordialità dott Fabio lodispoto

      • Ilaria Santoro

        La ringrazio.

  • Greta

    Buonasera Dottore,
    Sono stata operata il 29 Maggio per un problema all’alluce causatomi dal fissatore esterno, applicato per stabilizzare la frattura scomposta di tibia e perone.
    Praticamente si è creato uno scompenso tra il tendine flessore e il tendine estensore dell’alluce, con la conseguente deformazione a martello della prima falange dello stesso, quella subito dopo l’unghia.
    Sono stati applicati due fili di k che dovrò tenere per 4 settimane.
    La mia paura è che, avendo visto il dito, sia stato fissato in una posizione sbagliata che lo devia verso l’esterno invece che verso l’interno.
    Se fosse davvero così dovrei riaffrontare l’intervento è ricominciare da capo?
    La ringrazio per la disponibilità.

    • dott. Fabio Lodispoto

      Gentilissima sig.ra Greta,
      vorrei poterle dare subito un parere tecnico ben orientato e rassicurarla, ma senza una rx e una foto del piede per apprezzare l’aspetto estetico e l’allineamento corretto dei segmenti scheletrici mi risulta impossibile.
      Può allegare qui quanto necessario e le darò una risposta a breve.
      Cordialità dott Fabio lodispoto

  • Francesca Moretti

    Gentile dottore,
    Sono stata operata il 21 marzo di alluce valgo e neuroma di morton al piede sinistro.
    Avverto dolore nella zona del metatarso e vi è un evidente gonfiore.
    Il medico di famiglia mi ha consigliato la tecar terapia: lei cosa ne pensa?
    Da circa 2 settimane ho ripreso l’ utilizzo del tapisrouland: può aggravare la situazione?
    Grazie mille

    • dott. Fabio Lodispoto

      Gentile sig.ra Francesca,
      il gonfiore è un po di dolore dopo due mesi dall’intervento sono del tutto normali. I disturbi che riferisce tendono ad auto limitarsi e a risolversi del tutto intorno al quarto mese. La metatarsalgia a volte persiste perché inconsapevolmente chi è stato operato appoggia il piede in supinazione. In altre parole l’appoggio antalgico per evitare l’alluce operato trasferisce il peso sul bordo esterno del piede e i metatarsi si infiammano. Si faccia controllare il passo e l’appoggio plantare dal suo ortopedico ed eventualmente ricorra alla rieducazione propriocettiva con un fisioterapista per correggere questo atteggiamento pernicioso. La tecarterapia può essere un utile complemento.
      Cordialità dott Fabio lodispoto

  • Doina

    Buongiorno dottore… Ho 24 anni e 4 aprile 2017 sono stata operata di alluce valgo a piede sinistro… Prima di lasciarmi a casa mi hanno detto di medicare il piede un giorno si e un giorno no… Ho visto che avete scritto che si medica dopo 2 settimane.. Non capisco perche me mi hanno detto che lo devo medicare anche prima.. Dalle lastre sembra tutto aposto ma io non lo vedo cosi dritto come vorrei… E possibile che sia gonfiore? 11 aprile sono andata per prima visita e mi hanno medicato il piede e mi hanno detto di camminare con la scarpa appoggiandolo sul taco.. Faccio tutto come mi dicono ma ho paura di forma che avra… 21 devo andare per togliermi punture..ma mi fa ancora male.. E normale il dolore? Scusatemi.. Sono una ragazza moldava e ho paura e preoccupata che non sara dritto.. Grazie

    • dott. Fabio Lodispoto

      Gentile sig.ra Doina,
      ogni chirurgo si regola in base alla sua esperienza e alle sue abitudini.
      Personalmente ritengo che il piede operato, medicato e protetto con garze e bende sterili in sala operatoria, non solo non necessita di medicazioni per due, tre settimane, ma che ogni manovra di rinnovo di medicazione e bendaggio eseguita in ambiente domestico e da personale non qualificato espone la ferita al rischio potenziale di contaminazioni ambientali.

  • Constantin Luca

    Buon giorno Dott …Ho 38 anni ..Li chiedo la cortesia di aiutarmi a capire se la mia situazione e normale..perche personalmente sono molto preoccupata. Il giorno 21/03/2017 sono stata ricoverata in ospedale”motivo podalgia dx “ho fatto un intervento chirurgico “osteotomia distale a sesto acuto,esostosectomia e capsuloplastica” primi giorni dolori atroci, gonfiore e pulsazione….direi che fino qua capisco che e normale…fatto la prima medicazione dopo una settimana i dolori, gonfiore e pulsazione sono diminuiti di poco…dopo 2 settimane ho fatto la seconda medicazione e mi hanno tolto i punti ..aparte i dolori la ferita a iniziato a sanguinare ..alle mie domande al infermieri perché continuo avere questi dolori,gonfiore, fitte e anche pulsazione …la risposta e stata …E tutto normale..Li chiedo una grande cortesia di spegarmi per favore esattamente in cosa consiste il intervento fatto (perche non mi stato spiegato nulla) e se veramente e normale i dolori post operatori …cosa devo fare esattamente perche sono molto preoccupata..
    Lo ringrazio anticipatamente..

    • dott. Fabio Lodispoto

      Gentile sig Luca,
      di per se dolore e sanguinamento
      non sono una complicanza, semmai sono un effetto indesiderato dell’intervento e con il tempo si auto limitano entrambi i fenomeni fino ad annullarsi.
      Più importante sarebbe la visione delle immagini rx per apprezzare la correzione efffettuata e i risultati ottenuti.

  • polpaulo ja

    Gentilissimo Dottore,il giorno venerdi 17 febbraio 2017 sono stato operato al piede destro da alluce valgo,tecnica mini invasiva,ingessatura a stivaletto,dolori lancinanti i primi due giorni,poi hanno aperto lo stivale da sopra a sotto ed immediato sollievo,ricostruito lo stivale dall’apertura i dolori persistono anche dopo una settimana,radiografia ok,il giorno 1 marzo 2017 adro’ a togliere il gesso….le chiedo: quanto tempo ancora dovro’ soffrire di questi dolori atroci e quando potro” di nuovo camminare o guidare.grazie

    • dott. Fabio Lodispoto

      Gentile sig Polpaulo,
      mi risulta sorprendente e insolito ingessare il piede dopo un intervento di correzione di alluce valgo. So che la contenzione in apparecchio gessato era una prassi fino a trenta anni fa quando le osteosintesi non erano stabili come quelle che pratichiamo oggi. Personalmente non ho esperienza perché da quando faccio l’ortopedico non ho mai avuto occasione di assistere ad interventi che richiedono la immobilizzazione con il gesso. Di solito dopo la correzione io concedo il carico immediato, con il piede fasciato e utilizzando l’apposita calzatura postoperatoria.
      Cordialità dott Fabio lodispoto

  • Marzia C.

    Salve Dott. Lodispoto! Sono stata operata all’alluce valgo sx 39 giorni fa con la tecnica percutanea mininvasiva. Sono danzatrice (danzo a piedi nudi) il piede è in buone condizioni anche se sento ancora un po’ di dolore quando cammino, sembrerebbe “di riflesso”, perché mi duole il dorso appena dietro le dita, mentre apparentemente sento poco l’articolazione dell’alluce con il metatarso. La parte anteriore è ancora lievissimamente gonfia. Ancora non ho ripreso l’allenamento anche se ieri per la prima volta sono andata in piscina e ho fatto un po’ di idromassaggio, cosa che a quanto pare è anche consigliata (effettivamente il mio piede ha ringraziato). Dalla prossima settimana però ho necessità di riprendere il mio allenamento di danza (che si fa a piedi nudi) perché dal 24 febbraio iniziano una serie di esibizioni. Se non proprio la prossima settimana, almeno dopo il 20 gennaio devo riprendere a danzare. Cosa ne pensa? Un’altra cosa…il 4 gennaio scorso ho fatto un massaggio linfodrenante Vodder che mi è stato molto utile (ho della ritenzione idrica sulle gambe, piede a parte) però dal giorno dopo il piede mi doleva un po’, anche se le manovre della massaggiatrice sono state sul piede molto delicate. Posso continare a farne uno a settimana? Marzia C.

    • dott. Fabio Lodispoto

      Gentilissima sig.ra Marzia,
      in genere sono molto prudente nel consigliare attività intense e ripetute che si esercitano sull’avampiede, dopo un intervento correttivo di alluce valgo. In particolare la danza classica così come, l’atletica e il podismo li concedo dal terzo mese in poi. Nulla osta invece per un precoce ritorno in piscina per non perdere tonicità muscolare anche dopo soli venti giorni dall’intervento o alll’uso della bicicletta dopo un mese. Anche un graduale ritorno in palestra può essere concesso dalla trentesima giornata postoperatoria in poi.
      Il linfodrenaggio secondo Vodder aiuta senza dubbio a smaltire i liquidi accumulati nella estremità e a far sgonfiare prima il piede operato.
      Cordialità dott Fabio lodispoto

  • Dora

    Buonasera Dottore, sono un po’preoccupata…
    Sono stata operata di alluce valgo il 17 novembre 2016 con tecnica mininvasiva.
    dalla lastra fatta il 13/12 sembra tutto a posto…lo stesso giorno me l’hanno sfasciato.
    ho continuato con la Taurus un’altra settimana poi ho iniziato a camminare con scarpe normali ma avevo sempre piede e caviglia gonfi…
    non avevo dolore se non sotto la pianta sul lato esterno, parte anche arrossata.
    Ho corretto il modo di appoggiare il piede, non carico più il lato esterno come facevo prima e ho iniziato a sentire male.
    La mia domanda è : è normale che io non riesca a piegare verso il basso l’alluce e sentire rigidità quando faccio il passo?
    Ho paura di aver aspettato troppo a camminare sopra bene….
    quanto tempo passa prima di non sentire più dolore?
    Scusi per il “romanzo”….
    Grazie dell’attenzione
    Dora

    • dott. Fabio Lodispoto

      Gentilissima sigra Dora,
      dopo un mese e mezzo dall’intervento una certa rigidità e dolorabilità dell’alluce durante il passo è del tutto normale. Continui come sta facendo a caricare bene il peso, evitando l’appoggio in supinazione e utilizzi l’alluce come uno strumento di leva e spinta nella fase finale del passo. Questa è la migliore fisioterapia per evitare rigidità post operatorie e metatarsalgia da trasferimento di carico.
      Cordialità dott Fabio lodispoto

  • Paolo Santolini

    Buongiorno dottore, sono stato operato 4 giorni fa all’alluce e alte tre dita con filo K. Volevo chiederle se è normale stare bene da sdraiato (non avverto dolore) ma malissimo in piedi (sento pulsare tantissimo il sangue come se volesse staccarmi il piede). Inoltre non riesco ad usare la Talus. Grazie

    • dott. Fabio Lodispoto

      Gentile sig PAOLO,
      Iprimi giorni dopo l’intervento il ridotto tono vasale determina vasodilatazione locale soprattutto nella stazione eretta. Questo spiega i suoi sintomi, peraltro del tutto normali e che si risolvono spontaneamente in circa due settimane. Per questo motivo raccomando ai miei pazienti operati di mantenere l’arte in scarico per i primi giorni dopo l’intervento, con l’alluce operato all’altezza del cuore.
      Cordialità dott Fabio lodispoto

      • Paolo Santolini

        Buongiorno di nuovo Dottore, grazie ancora per la sua risposta di qualche settimana fa. Volevo chiederle una cosa, il 3 gennaio mi toglieranno i fili K…quando potrò tornare all’incirca a camminare bene? Dovrò fare della fisioterapia? Sono un commesso per cui lavoro sempre in piedi, il negozio è molto grande per cui cammino molto e sempre con passo veloce. Quando potrò tornare a lavorare? La ringrazio anticipatamente per l’attenzione. Cordiali saluti.

  • Valentina

    Buongiorno mia mamma è stata operata tre mesi da di allude valgo con metodo k le lastre post operatorio indicano una buon risultato dell’intervento. L’unico suo problema è il gonfiore persiste in particolare alla sera coinvolgendo anche caviglia e polpaccio

  • Alessia Ferri

    Buonasera Dottore,
    sono stata operata il 22 giugno al piede destro per alluce valgo e osteotomia di tutti i metatarsi per metatarsalgia. Il tutto con tecnica percutanea. Ho portata la scarpa post operatoria quella che fa caricare subito tutto il piede (non la talus) e dopo un mese mi è stata tolta la fasciatura e ho portato per un altro mese il taping.
    Il piede è del tutto sgonfio ma quando lo appoggio sento ancora dolore sotto la pianta del piede quando carico i metatarsi e il mignolo ancora di più.
    E’ normale?
    Sono un po preoccupata anche perchè ho lo stesso problema al piede sinistro e prima di effettuare un altro intervento spero di guarire bene con il destro.
    La ringrazio in anticipo per la cortese attenzione.

    • dott. Fabio Lodispoto

      Gentilissima sigra Alessia,
      per i primi quattro mesi dopo un intervento così complesso è del tutto normale che ci siano ancora un po’ di dolori e di fitte nel camminare. Tutto si dovrebbe risolvere verso il quarto mese dall’intervento.
      Cordialità dott Fabio lodispoto

      • Alessia Ferri

        La ringrazio moltissimo dottore per la celerità nella risposta.
        Incrocio le dita e le auguro una buona serata.

  • Michela Grasso

    Buonasera Dottore,
    sono stata operata all’alluce valgo destro il 18/02/2016 con filo di K, ad oggi in corrispondenza della cicatrice sul lato del piede noto una sporgenza, è normale? è la cicatrice?
    Le allego le radiografie. La ringrazio anticipatamente per la sua risposta.
    Michela

    • dott. Fabio Lodispoto

      Gentilissima sig.ra Michela,la radiografia mostra una ottima correzione dell’alluce , la sporgenza che lei nota non ha nulla a che fare con il valgismo di cui era affetta, si tratta invece di una sporgenza ossea dovuta al metatarso. Si tratta di una normale conseguenza della tecnica semi percutanea con filo di “K” e se non le fa male può lasciarla. Nel caso invece le procurasse dolori perché entra in conflitto con le calzature si può sempre regolarizzare la sporgenza successivamente.
      Cordialità dott Fabio lodispoto

      • Michela Grasso

        Buongiorno dottore,
        La ringrazio tanto per il Suo riscontro, vedrò con il prossimo autunno se mi procurerà dolore. In caso dovessi regolare questa sporgenza dovrò subire un’altra operazione? Le auguro una buona giornata.

  • Domenico

    Gentilissimo Dottore,
    Ho 16 anni e sono stato operato 2 giorni fa all’alluce valgo con metodo osteotomia. Sento un forte dolore sin da quando è finita l’anestesia spinale di 2 giorni fa. Fortunatamente attraverso antidolorifici riesco a cavarmela. Sono normali tutti questi dolori nonostante siano passati 2 giorni? Poi, giusto per essere sicuri, posso appoggiare il tallone a terra o , sul letto, appoggiare il piede lateralmente? E poi è normale che sento, oltre al dolore del piede, anche quello della coscia? Un’ ultima cosa! dopo quanto tempo posso iniziare a fare i primi passi?
    Mi scusi davvero per tutte queste domande ma vedo che molta gente segue i suoi consigli e vorrei farlo anch’io. La ringrazio anticipatamente!

    • dott. Fabio Lodispoto

      Caro Domenico,
      un po’ di dolore nei primi giorni dopo l’intervento è del tutto normale, ma puoi gestirlo con gli antinfiammatori che ti sono stati prescritti alla dimissione. Il piede appoggialo pure a terra, di piatto e con l’ausilio della scarpa post operatoria Baruk.
      Cordialita dott Fabio lodispoto

      • Domenico

        Grazie mille dottore! Mi sono dimenticato di dirle una cosa. Non fa niente se ho sbattuto qualche volta l’alluce a terra ma con poco, anzi pochissimo dolore? La ringrazio sempre anticipatamente

  • Cinzia

    Gentilissimo Dottore,
    sono tre volte che spero in una sua risposta ed invio le lastre del mio piede operato di alluce valgo 2 anni fa. Ho veramente bisogno di una sua risposta per sapere cosa è successo. Grazie

  • Vania Vignozzi

    Buongiorno Dottore,sono stata operata all alluce valgo dx 20 g ordino. La visita odierna è andata bene, tolte le fasce il piede non risulta infiammato ed è sgonfio. Il problema è che non riesco a stare seduta per più di 10 minuti che il dolore al piede aumenta fino ad essere insopportabile. ..quasi avessi un laccio emostatico alla caviglia…il medico non mi ha dato una spiegazione ma io sono molto preoccupata.Le sarò grata se potrà darmi una sua in merito.

    • dott. Fabio Lodispoto

      Gentilissima sig.ra Vania,
      si tratta di un fatto vascolare, la circolazione venosa fa stasi e il piede fa male. Venti giorni sono ancora pochino per riprendere una vita normale. Questi fenomeni si normalizzeranno in poche settimane.
      Cordialità dott Fabio lodispoto

      • Vania Vignozzi

        Grazie dottore per la sua celere e gentile risposta…mi sento più sollevata. Grazie mille