Prevenzione dell’alluce valgo

prevenzione1L’alluce valgo, è bene evidenziare a chiare lettere, non è la conseguenza di calzature inadeguate. Non è, scatenato da tacchi alti e scarpe con la punta stretta, benché questi elementi vengano spesso invocati come cause determinanti lo sviluppo della dolorosa deformità dell’avampiede. L’alluce valgo è “una deformità acquisita, causata da una alterata biomeccanica della articolazione metatarso falangea I, che si verifica nel periodo propulsivo della fase di appoggio della deambulazione”. In altre parole è il risultato di fattori predisponenti. Due i principali: il piede piatto e l’avampiede addotto.

Nel piede piatto la eccessiva pronazione dell’articolazione sottoastragalica ( causa di rotazione e il cedimento verso l’interno della volta del piede), in fase propulsiva del passo, impedisce ad un robusto tendine (peroneo lungo) la sua funzione di stabilizzatore del I metatarso. Fattore predisponente nel 90 % dei casi di alluce valgo.

prevenzione2L’avampiede addotto è un fattore costituzionale del piede nel quale i metatarsi anzichè risultare come di norma allineati all’asse longitudinale del calcagno, sono deviati verso l’interno (addotti). Le dita per cercare la migliore resa biomeccanica nella fase di leva e spinta del piede si allineano sempre con lasse longitudinale del tallone. Si viene cosi a creare una angolazione patologica tra i metatarsi e le dita che è causa favorente lo sviluppo di alluce valgo. In questi morfotipi predisponenti la tipologia di calzature non ha alcun rilievo nel determinare o prevenire una eventuale patologia dell’alluce. Chi nasce con una predisposizione morfologica a sviluppare la deviazione dell’alluce, ha una familiarità genetica per questa deformazione e anche una prevalenza legata al sesso. La possibilità di sviluppare l’alluce valgo è infatti molto più elevata in quei nuclei familiari che hanno già dei casi tra i parenti di primo e secondo grado. Non solo: la probabilità di sviluppare l’alluce valgo risulta più elevata di ben 10 volte nei componeti di sesso femminile rispetto ai maschietti della stessa famiglia.

prevenzione3Anche il morfotipo di piede detto “Egizio” con l’alluce più lungo del secondo dito è fattore predisponente allo sviluppo di alluce valgo, così come una forma arrotondata della testa del primo metatarso rende instabile l’alluce e quindi predisposto alla deviazione. Al contrario teste piatte o con con cresta centrale conferiscono stabilità all’articolazione. Infine sono predisposti allo sviluppo di alluce valgo alcune malattie genetiche che coinvolgono il tessuto collagene rendendo le articolazioni eccessivamente lasse, come in caso di sindrome di Down, nella sindrome di Marfan e nella malattia di Ehlers-Danlos.

Prevenzione-Alluce-ValgoDel resto che la patologia è legata ad una predisposizione costituzionale è evidente se si considerano certe popolazioni come quelle aborigene dell’Australia. Queste hanno una incidenza di alluce valgo tra le donne forse tra le più elevate del pianeta, ma come è ben noto di calzature non ne fanno affatto uso e camminano scalze fin da bambine.Ma qualche cosa di vero, tuttavia, nel colpevolizzare le calzature c’è. Se l’alluce valgo si è già sviluppato e la sporgenza comincia a rendersi evidente e pronunciata, le scarpe con tacco alto e punta stretta possono scatenare una violenta sintomatologia dolorosa. Si viene infatti a creare un conflitto tra la sporgenza del piede e la tomaia della scarpa. Lo sfregamento e la compressione finiscono per infiammare la parte. Di quì gli effetti più vistosi: la pelle diventa rossa e lucida, dolente e la sporgenza aumenta repentinamente di volume. Di sicuro questi sono i segni di una borsite dell’articolazione. Tanto che nei casi più severi o nei casi in cui si ignorino volontariamente questi segnali di allarme e non vengano adottate per tempo calzature più comode la pelle può finire con l’ucerarsi, aprendo la strada a pericolose infezioni locali.

prevenzione4Indice puntato anche contro i tacchi alti. Se risulta chiaro ormai, dalle spiegazioni fino a questo punto fornite, che le calzature con tacco alto non determinano lo sviluppo di alluce valgo, è tuttavia vero che possono aggravare i dolori in presenza di questa patologia. Ogni centimetro di tacco trasferisce in media sull’avampiede quasi il 6 % del peso corporeo alleggerendo contemporaneamente il tallone. Di qui le matatarsalgie che si possono sviluppare in chi già soffre di alluce valgo. In presenza di questa deviazione si osserva infatti un trasferimento di carico alle teste dei metatarsi laterali. Difatti l’alluce, a causa del valgismo, risulta penalizzato nella sua funzione di leva e spinta e il piede, nella fase finale del passo, carica il peso sulla parte laterale dell’avampiede. Un sovraccarico eccessivo che favorisce lo sviluppo di dolorose condizioni che vanno genericamente sotto il nome di metatarsalgie. Tra queste borsiti e capsuliti metatarsofalangee e il neuroma di Morton. Il tacco alto trasferendo ulteriore carico dal retropiede all’avampiede rischia di scatenare lo sviluppo di queste dolorose infiammazioni o di aggravarle se già presenti.

prevenzione5Limitano i danni dell’alluce valgo e aiutano in qualche caso a prevenirlo o a rallentarne la evoluzione i plantari. Si tratta di ortesi correttive a forma di soletta che devono essere confezionate su misura e inserite in tutte le calzature. Anche in quelle da gioco per praticare attività sportiva. I plantari trovano indicazione, soprattutto se vengono adottati in presenza di un piede piatto e in giovanissimi pazienti che hanno un morfotipo di piede e una familiarità che predispongono l’insorgenza di alluce valgo. Le solette, con una opportuna speronatura mediale o dotate di un retropiede a conchiglia che avvolge il tallone, mantengono sollevato l’arco plantare e in posizione corretta l’articolazione sotto-astragalica. Una prevenzione valida nel piede piatto di primo e secondo grado, per i casi più severi di piattismo meglio intervenire con un piccolo intervento chirurgico in una età preferibilmente compresa tra i 10 e i 13 anni. Si tratta tecnicamente di un intervento di artrorisi endosenotarsica: una piccola vite metallica o realizzata in materiale riassorbibile, viene inserita attraverso una incisione cutanea millimetrica nel seno del tarso. Si tratta di uno spazio articolare esistente nella caviglia sotto il malleolo laterale. La vite ha un meccanismo filettato che permette l’espansione del sistema meccanico fino ad aderire e a fissarsi nello spazio del seno del tarso. L’ortopedico avvita il sistema fintanto che la pronazione della caviglia non viene giudicata fisiologica. Si ottiene così un pieno e stabile recupero dell’arco anatomico del piede e una valida prevenzione allo sviluppo dell’alluce valgo.

Prevenzione-divaricatori-silicone-ortesi-tiranti-calziniEsistono in commercio divaricatori in silicone da utilizzare come spaziatori tra le dita, ortesi da indossare di notte che mantengono con un sistema di tiranti l’alluce in posizione corretta e perfino calzini che avrebbero, grazie ad un sistema interno del tessuto una azione di compressione che doverbbe impedire all’alluce valgo la sua sfavorevole evoluzione.Sono dispositivi totalmente inefficaci per la prevenzione dell’alluce valgo, privi di valida documetazione scientifica che ne garantiscano la reale affidabilità. Su Pub Med, uno dei più autorevoli siti scientifici di pubblicazioni mediche, non esiste una sola pubblicazione randomizzata ( il più alto livello di attendibilità scientifica ) che provi la efficacia di un dispositivo capace di far regredire o quanto meno di far arrestare l’inevitabile e progressivo sviluppo sfavorevole di un alluce che mostra segni clinici e radiologici di valgismo

Prevenzione dell’alluce valgo was last modified: marzo 22nd, 2014 by Fabio Lodispoto
  • Viktoriia

    Buongiorno dottore Fabio Lodispoto sono Viktoriia io celo alluce valgo mi non disturba solo un po’ male osse quando prima di cambiare tempo fatto lastre piedi vorrei fare visita da ortopedica Io non metto scarpe aperte perché un po’ mi vergogno posso fare qualcosa per alluce algo senza operare.Grazie.

    • dott. Fabio Lodispoto

      Gentilissima sig.ra Viktoriia,
      se desidera un parere tecnico orientrato sulla severità della deviazione in valgo del suo alluce e sulle indicazioni al trattamento può allegare su questo spazio le foto e le radiografie del piede ( eseguite in 2 proiezioni sotto carico) e io le risponderò.
      Cordialità dott Fabio Lodispoto

  • giusy laura

    da anni ho avuto problemi banali tipo “unghia incarnita” del primo alluce, continue sensazioni mattutine di aghi sotto la pianta del piede, sensazione dopo il risveglio e quando mi corico o dopo allenamento di avere il primo alluce bloccato( tipo incassato…) la voglia di volerlo tirare come per sbloccarlo da questa contrattura, percepire sempre estremi fastidi con scarpe chiuse con tacco etc… ed ora inizia a vedersi un cambiamento radicale cioè un primo “dosso:)”!!! ok lo capisco mi andrà a finire come il mio papà con quell’orribile alluce che vaga per i fatti suoi e montagnola :). sicuro è l’alluce valgo(di famiglia :)). ora è da appena 5 anni che ho scoperto di essere celiaca e sono dell’idea che tutto quello che prima non comprendevo ora lo capisco dei sintomi avuti anche da bimba, tra cui… artrite!!! ora ho 34 anni e tanti fisioterapisti e diversi dottori tra cui reumatologi mi consigliano di smettere di giocare a pallavolo…. sport che pratico da quando ho 6 anni e che ho bloccato solo durante le gravidanze 2008 e 2010.
    abito in sicilia ma chiedo cortesemente aiuto nel capire semmai fossi ancora in tempo anche seguendo una fisioterapia autoindotta di non dover entrare nel tunnel della mamma che non pratica sport :)!!!

    • Fabio lodispoto

      Gentilissima sig.ra Giusy Laura,
      se soffre per alluce valgo tanto da essere limitata nel suo sport preferito, le consiglio di valutare l’opportunità di una correzione chirurgica. L’intervento potrebbe restituirle la piena funzionalità articolare ed ed evitare una ulteriore evoluzione sfavorevole. Indispensabili tuttavia per un parere orientato la valutazione dello stato clinico locale e le immagini delle rx del piede in 2 proiezioni standard, sotto carico.
      Cordialità dott Fabio lodispoto

  • Paziente da Rimini

    Buon giorno,
    ho una bambina di quasi 12 anni e da quando era piccola ci siamo accorti che aveva l’alluce leggermente pronunciato (ma non ha alcun disturbo, per il momento si nota solo un pò rispetto a chi non ce l’ha). E’ sicuramente per la predisposizione genetica perchè sia io che mio marito abbiamo entrambi l’alluce valgo. L’abbiamo portata da un ortopedico all’età di ca. 8 anni il quale al mio parere è stato molto sbrigativo e ha sminuito il problema dicendo che non è niente e che l’unica cosa è che come sport non può fare danza classica per il fatto che le ballerine devono stare sulle punte.
    La domanda è questa: mia figlia sta facendo danza Moderna e vorrebbe insieme fare anche quella classica. Ho fatto un giro su internet e ho visto che alcuni siti al contrario CONSIGLIANO esercizi sulle punte per questo disturbo….Quindi, le posso far fare danza classica o no??
    La ringrazio in anticipo per la Sua gentile risposta.

    • Fabio lodispoto

      Gentilissima signora da Rimini senza nome,
      ritengo che la danza classica sia una disciplina fisica che sollecita il piede in maniera estremamente intensa, ripetitiva e per certi versi eccessiva. Quindi per certi aspetti può creare problemi articolari al piede e in particolare all’alluce ( alluce rigido) proprio per la posizione che si assume sulle punte. Tuttavia nessuno studio conclusivo ha mai dimostrato una relazione concreta di causa ed effetto tra questa attività e lo sviluppo di paramorfismi come l’alluce valgo. Questo è invece dovuto quasi esclusivamente a fattori ereditari oppure a cause predisponenti come il piede iperpronato ( piatto ).
      In conclusione io consiglierei a sua figlia di continuare a praticare la danza, (se è questo che le piace) monitorizzando l’andamento della deviazione del primo dito con una radiografia ogni due tre anni e decidere per una correzione chirurgica definitiva quando e se ci sarà questa indicazione.
      Cordialità dott Fabio lodispoto

  • Sabina

    salve ho letto l’articolo interessante. Sono anni che mi fu diagnosticata la Sm- sclerosi multipla- con un deficit alla gamba sinstra ciò mi ha portata a equilibrare il corpo sul lato destro con evidente cipolla. quando indosso le scarpe il mio dolore non è sulla cipolla ma sul tendine sopra il dito. Temo che l’operazione sia intule visto il mio disturbo.. me tapina. La mattina cerco di fare esercizi alle dita dei piedi per evitare che la situazione degeneri.
    Vorrei sapere cosa LEI mi consiglia a proposito
    grazie in anticipo.

    • FabioLodispoto

      Gentilissima sig.ra Sabina,
      In considerazione proprio del suo disturbo motorio, l’alluce valgo può costituire un ostacolo alla sua motricità residua e alla capacità di movimento. Naturalmente si devono considerare la velocità con cui progredisce la sua forma di sclerosi e la sua capacità motoria attuale per dare una indicazione terapeutica, conservativa o chirurgica che sia. Per un giudizio orientato quindi è indispensabile la valutazione dello stato clinico locale e generale e la visione delle rx recenti del piede.
      Cordialità dott Fabio lodispoto

  • gennaro

    Quindi? qual’è la soluzione?

  • Raffaele Di Candia

    Buon giorno
    Sono da anni sofferente di deformità di ambedue i piedi: ambedue piede cavo, visitato molti anni fa all’ospedale Rizzoli di Bologna,consigliato dal Primario un’adeguata soluzione di plantari anzichè scarpe ortopediche.
    Nel corso di anni successivi c’è stato una deformazione delle dita del piede sinistro cosi dette “a martello”.
    recentemente ho notato al piede destro un’izio di aluce valgo.
    Vorrei se fosse possibile prevenire un’ulteriore peggioramento senza soluzioni invasive.
    Grazie dell’attenzione, se possibile un risposta quanto prima, eventualmente una visita di un podologo il cui studio non sia molto lontano da dove abito, e il cui costo sia abbastanza contenuto!!

    • Fabio lodispoto

      Gentile Raffaele,
      sono indispensabili le rx del piede e la visita specialistica ( da quella di Bologna é passato molto tempo) per capire quale soluzione adottare per il suo piede cavo: conservativa o chirurgica. L’alluce valgo invece richiede una correzione chirurgica, divaricatori, spaziatori notturni e plantari non hanno effetti apprezzabili nel tempo.
      Cordialità dott Fabio lodispoto