Tecnica intervento laser

laser1Un raggio laser in grado di correggere l’alluce valgo? Una leggenda, una convinzione diffusa tra i non addetti ai lavori. Nata forse dall’osservazione che le ultime tecniche percutanee per correggere l’alluce valgo lasciano sulla pelle solo tre invisibili cicatrici puntiformi. Ma invece del laser l’ortopedico utilizza i tre fori per introdurre una fresa con cui tagliare l’osso. Anche perché il laser è un mezzo che non trova impiego in ortopedia. E’ bene chiarire subito che il laser è solo uno strumento di taglio, tanto quanto il bisturi e la sega. Inoltre il laser non può trovare impiego per tagliare l’osso del piede perché le alte temperature che sviluppa sono potenzialmente cancerose.

Il laser non fa dunque parte degli strumenti di chirurgia miniinvasiva per correggere l’alluce valgo, si utilizza invece una minifresa da 2 millimetri di diametro. E’ una metodologia percutanea che prevede un’incisione millimetrica della pelle: sotto il controllo di uno strumento radiologico il chirurgo, manovrando la minifresa, sega la sporgenza. Non solo: sega anche il metatarso, l’osso del piede che si articola con l´alluce, spostandolo sino ad ottenere la correzione desiderata.

Compie quindi gli stessi gesti che l’ortopedico di norma pratica con un intervento a cielo aperto, ma senza aprire una lunga ferita sulla pelle. Lo specialista controlla l’esattezza dei movimenti della fresa sul monitor di un apparecchio radiologico (amplificatore di brillanza ). Tanto basta a eliminare la dolorosa sporgenza e a riallineare l´alluce, per di più senza lasciare cicatrici e punti di sutura, resta infatti a testimonianza dell’avvenuto intervento solo un cerotto ed un bendaggio.

laser2Spiegato in questi termini sembra un intervento semplice e sicuro, ma è bene chiarire indicazioni e limiti della tecnica. Bisogna tenere presente che con questa tecnica è come se il chirurgo operasse al buio, senza vedere ciò che effettivamente compie con la fresa. Tant’è, che se da una parte la tecnica ha trovato largo consenso tra i pazienti, tra gli specialisti che si occupano da decenni di chirurgia del piede c’è molta prudenza e qualche perplessità. Secondo la più larga parte della comunità scientifica con questa tecnica percutanea sono molti i danni e le complicazioni che possono potenzialmente svilupparsi. Oltre all’accorciamento dell’alluce, a causa dello spessore della lama della fresa (più spessa di una sega), sono elevati i casi di recidiva o di ipocorrezione dell´alluce valgo, oltre a essere causa di possibili danni alle delicate strutture articolari. Insoddisfazione per i risultati possono poi nascere anche dal fatto che non sempre vengono rispettate le indicazioni che sono molto precise e limitanti. E’ infatti una possibilità chirurgica che va scartata in caso di deviazioni dell´alluce molto severe o in cui è necessario riallineare i sesamoidi o se serve anche bilanciare le forze dei tendini e della capsula articolare o in caso che l’alluce valgo sia anche affetto da una grave artrosi.

Nei suddetti casi è più conveniente rinunciare all’eccessiva mininvasività per avere una correzione dell´alluce perfetta e duratura. Ma niente paura, in realtà ci sono molte altre tecniche di ultima generazione che attraverso una incisione molto modesta ( da 1 a 3 centimetri) permettono di raggiungere un ottimo compromesso tra mininvasività ed accuratezza della correzione e che, tra l’altro, risultano più affidabili della tecnica percutanea. Tanto che negli USA, dove questa tecnica si è da principio sviluppata, oggi è stata quasi del tutto abbandonata.

Del resto tutte le tecniche chirurgiche all’avanguardia, di nuova generazione segano il metatarso per spostarlo e riallinearlo, ma nessuna di queste sega e asporta l´articolazione come si faceva un tempo. Sono quindi tecniche conservative che rispettano l’anatomia e preservano la preziosa cartilagine articolare.

Tra queste, le tecniche triplanari (SERI, Austin, la Scarf e la Bosch, etc), consentono al chirurgo di spostare a suo piacimento il metatarso non solo lateralmente per correggere il valgismo dell’alluce, ma anche, se occorre, nelle tre direzioni dello spazio per meglio correggere l´alluce e riabilitarne la funzione.

Qual è la migliore? La risposta è semplice: non esiste una tecnica buona per correggere tutte le deformità dell‘alluce. Esistono deviazioni dell´alluce che è preferibile correggere con una tecnica piuttosto che con un´altra. Dipende dalla severità della deviazione, dall’età del paziente e dalla presenza di altre alterazioni del piede e delle altre dita che possono richiedere una tecnica piuttosto che un’altra altrettanto valida, ma che trova una applicazione migliore in una situazione patologica differente dell’avampiede.

Per quanto riguarda il dolore post operatorio nessun problema perché con le nuove tecniche di anestesia è moderato e ben controllato dai farmaci. Inoltre, la possibilità di compiere l´intervento in Day Surgery permette un recupero veloce, con la possibilità muovere i primi passi già poche ore dopo l’operazione, non appena è svanito l’effetto dell’anestesia. Per ottenere una completa e duratura anestesia è sufficiente una modesta quantità di anestetico locale: con un apposito elettrostimolatore e un ago elettrodo, si individua e si inibisce il nervo che arriva al piede pungendolo in corrispondenza del polpaccio o della radice della coscia. L´anestesia copre completamente il dolore post operatorio per quasi 24 ore. Venti giorni dopo è possibile guidare la macchina e dopo trenta si può tornare al lavoro. Ma cosa ancor più importante è che queste tecniche triplanari, se ben eseguite, ottengono una correzione definitiva. In altre parole non sono previste recidive nel futuro anche se si desiderano indossare calzature con il tacco alto e la punta stretta, come spesso richiesto dalla moda.

Tecnica intervento laser was last modified: aprile 23rd, 2013 by Fabio Lodispoto
  • Nicola Cassano

    Buonasera …avrei bisognondinun info. L’intervento per correzione alluce valgo che lei effettua e’ esclusivamente con laser e fresa e senza la successiva applicazione di ferro o eventuali bulloni in acciaio..giusto?

    • dott. Fabio Lodispoto

      Negativo. Se ha la pazienza di leggere l’articolo di questa pagina scritto da me si renderà conto facilmente che l’impiego del laser in chirurgia ortopedica non trova applicazione e che l’intervento con il laser per correggere l’alluce valgo è un mito popolare. Per quanto riguarda la tecnica di correzione percutanea io non la amo e ne spiego anche i motivi. Sempre in questo sito troverà invece pagine dedicate alla mia tecnica personale la Austin modificata chiamata anche Austin long arm. Tra le molte informazioni dettagliate che fornisco sulla tecnica spiego anche che per la sintesi ossea utilizzo una microvite in titanio. Buona lettura.
      Cordialità dott Fabio lodispoto

  • Fabio lodispoto

    Gentilissima sig.ra Dora,
    si può intervenire sulla ipotarsia ( così si definisce un metatarso più corto) con l’uso di un fissatore esterno. Da prima l’osso metatarsale accorciato deve essere interrotto e poi fissato con speciali chiodi transcutanei a loro volta fissati ad un distrattore meccanico. Periodicamente il distrattore allontana i monconi di frattura e in questo modo si forma nuovo callo osseo. Il processo può richiedere alcuni mesi e non è esente da rischi di complicanze.
    Se la differenza è modesta si può anche intervenire one step con un intervento di osteotomia obliqua e scivolamento. Il rischio tuttavia è di generare uno stiramento dei nervi sensitivi e una iperpressione articolare con sofferenza delle cartilagini.
    L’alternativa è di utilizzare nelle scarpe una ortesi in silicone che vada a colmare lo spazio libero tra l’estremità dell’alluce e la tomaia della calzatura.
    Cordialità dott Fabio lodispoto
    Ps la visione delle rx dei piedi sotto carico, è indispensabile per un parere ben orientato.
    Cordialità dott Fabio lodispoto

  • dora mazzuto

    Sei anni fa mi sono operata all’alluce valgo e secondo dito a martello, con tecnica tradizionale a cielo aperto.è stata molto dura la ripresa.con forti dolori e un tempo lunghissimo.e per questo (siccome dovevo fare anche l’altro piede) ho deciso di andare a Perugia ,precisamente a Foligno,dove intervenivano con tecnica meno invasiva…sono due mesi che ho subito l’intervento…ma sin dall’inizio avevo la sensazione che il mio alluce fosse più corto dell’altro mio piede…nel rimuovere la benda ,la sensazione si è rivelata una realtà ,confermata anche dalle lastre che ho fatto subito dopo…mi chiedo cosa posso fare adesso…non sono contenta x niente .I due piedi sono completamente diversi..uno più lungo dell’altro..x via dell’alluce più corto..è possibile un nuovo intervento x mettere le cose a posto…è mai possibile che quando si subisce in’operazione..di questo tipo i due piedi non vengano comparati?….mi ritengo di non essere tutelata….cosa devo fare?…sono disperata!!!!!