Tecniche di intervento: indicazioni e limiti

scimpanzè-e-uomo-confusiPer raddrizzare l’alluce valgo c’è davvero l’imbarazzo della scelta. Cento e passa tecniche, varianti ideate negli anni: molte sorpassate, altre, come quelle triplanari, di nuova generazione, semplici e affidabili.

E poi quelle mininvasive, certamente le più innovative che puntano a recuperi veloci e al minore danno estetico.

Un carosello di tecniche, ognuna adatta a risolvere uno specifico grado di valgismo: lieve, medio, severo, in età adulta o giovane. Alcune, poco invasive permettono di correggere alluci valghi nella fase iniziale. Oppure tecniche invasive che puntano a risolvere dolori sotto la pianta del piede.

Fonte: la Relubblica Salute Elaborazione grafica di Paula Simonetti

Fonte: la Relubblica Salute. Elaborazione grafica: Paula Simonetti

Tenendo presente che l’alluce valgo non è una sporgenza che può essere solo segata via, ma si tratta della deviazione del metatarso. Il lungo osso del piede, articolato con l’alluce, che per ragioni costituzionali, perde i rapporti articolari con i suoi due piccoli ossicini tondeggianti, tanto che la sua articolazione con la falange dell’alluce sporge e sviluppa la ben nota tumefazione. Ecco i rischi e le possibili complicanze di ogni tecnica.

Quella di Austin è una tecnica conservativa:
 non si asporta alcuna parte articolare. Viene spostata la testa del metatarso riallineandola con l’alluce e ricollocandola currettamente sui suoi due piccoli sesamoidi. La parte finale del metatarso, viene segata con due tagli angolati tra loro di circa 60° e spostata. L’intervento si completa con una vite millimetrica che fissa il metatarso riallineandolo., con una immediata stabilità primaria sotto carico.

Intervento di Mac Bride

Intervento di Mac Bride

Così il paziente appena operato è in grado di appoggiare il piede al suolo e muovere i primi passi. Con una semplice anestesia locale questo intervento è indicato per le forme di alluce valgo di media gravità, le più comuni. Solo con le dovute varianti si possono ottenere correzioni anche in alluci con deviazioni molto evidenti.

Si ricorre ai Riallineamenti funzionali quando non è possibile intervenire segando e riallineando il metatarso. Negli adolescenti, il cui sviluppo scheletrico non è completo, non si dovrebbero toccare le delicate cartilagini di accrescimento del piede.

Dunque nel caso di alluce valgo in bambini di dieci, dodici anni per cui il dolore e la penalizzazione della funzione di leva limitano le normali attività ludiche e sportive si interviene sui tessuti molli: tendini e capsula articolare. Bilanciandoli, si può ottenere un buon riallineamento.

Osteotomie sec Akin della Falange Prox

Osteotomie sec Akin della Falange Prox

Resta comunque un intervento cosmetico e di breve durata, in quanto il metatarso resta deviato, continuando, a volte, la sua lenta e inarrestabile deviazione.

Tale intervento consente di rimandare l’intervento definitivo di qualche anno. Quando raggiunta la maturità scheletrica è possibile far ricorso ad una delle altre tecniche che prevedono tagli sul metatarso.

Nei casi in cui la tecnica di Austin non garantisce una correzione completa 
è possibile intervenire con la Tecnica di Scarf , in grado di correggere gli alluci con deviazioni estreme. Si interviene in questo caso sempre sul metatarso e sempre senza asportare elementi articolari ed ossei. Il taglio però è diverso, ha una forma a zeta e interessa quasi tutta la sua lunghezza. Il metatarso così diviso è scomposto in due parti, una superiore ed una inferiore. Quella inferiore completa di articolazione viene riallineata con l’alluce. L’intervento si completa con due viti millimetriche che fissano le due parti. E’ un intervento un po’ più invasivo del precedente, ma anche esso conservativo. Inoltre se eseguito correttamente la correzione può essere definitiva.

Osteotomie di Regnauld

Osteotomie di Regnauld

Per correggere alluci valghi con deviazioni di lieve e media entità si può ricorrere alla Tecnica di Bosh che prevede una cicatrice millimetrica e la minima invasività.

Con un’incisione della pelle grande di pochi millimetri utilizzando un’ apposita fresa si incide l’osso, riallineando il metatarso. E’ una tecnica percutanea. Un lungo chiodo metallico viene introdotto nell’alluce vicino al margine mediale dell’unghia e fatto avanzare per tutta la sua lunghezza fin dentro il canale midollare del metatarso. Il chiodo fissa nella posizione desiderata il dito e il metatarso, e viene mantenuto in sede per circa 4 settimane, quando si è formato il callo osseo e può essere sfilato in ambulatorio.

I risultati di questa tecnica sono spesso buoni, ma a volte è mal tollera la fasciatura e il chiodo infisso nel dito per i trenta-quaranta giorni, tempo necessario perché si formi il callo osseo. Inoltre sono frequenti i casi di rigidità articolare e fallimento dell’intervento per ritardato o viziato consolidamento del metatarso.

Osteotomie della base del I MT Lapidus-Wedge

Osteotomie della base del I MT Lapidus-Wedge

La osteotomia di apertura (o della base) è una tecnica indicata per l’alluce valgo molto grave e interessa la parte del metatarso più prossimale, quella che guarda il piede. L’osso è inciso verticalmente, in parte il metatarso viene ruotato quanto basta ad ottenere il riallineamento con l’alluce.

Nell’apertura dell’osso si applica una piccola placca metallica e con l’uso di quattro viti si stabilizza la correzione. L’intervento è definitivo anche negli alluci più deviati. Importante è ritardare il carico fino a quando l’osso inciso non si sia validamente consolidato.

Intervento di Keller-Lelièvre

Intervento di Keller-Lelièvre

Tecnica di Keller si asporta la base della falange. Il dito si accorcia di circa un centimetro, di conseguenza l’alluce funziona poco e male e la sua funzione di leva e spinta persa, trasferendosi alle altre dita.

Intervento di Keller-Lelièvre Ne conseguono dolori ai metatarsi laterali e callosità sotto la pianta del piede. Il metatarso deviato continuerà il suo deragliamento, fino a sporgere di nuovo. Nonostante recidive frequenti, la tecnica di Keller indicata per pazienti molto anziani, con una articolazione fortemente artrosica, per quelli sottoposti senza successo ad altre tecniche che hanno danneggiato in maniera irrimediabile l’articolazione del primo dito.

Tecniche di intervento: indicazioni e limiti was last modified: maggio 30th, 2014 by Fabio Lodispoto