Alluce rigido: Doloroso, fa camminare male

Se l’alluce fa l’autostop non è il caso di rallegrarsi: di strada ne farà ancora poca. Si tratta di un segno sicuro di alluce rigido. Il dito con la punta sollevata e iperestesa, come nel noto atteggiamento di chi chiede strada, è infatti una conseguenza di questa comune e dolorosa deformità dell’alluce: un parente stretto dell’alluce valgo, tanto stretto che con questo può essere facilmente confuso. L’aspetto delle due patologie è simile: tumefazione rossa e dolente alla base dell’alluce. Tuttavia la somiglianza è solo superficiale: diverse le cause, le conseguenze e soprattutto le soluzioni. Tanto che operare un alluce rigido con le tecniche di norma riservate all’alluce valgo è sinonimo di sicuro fallimento.

alluce-rigido-movimento-limitatoE’ bene chiarire. L’alluce rigido è la conseguenza di piccoli, ma ripetuti traumi. Di qui gli sport a rischio: calcio, danza classica, arrampicata sportiva e rughby. Non solo. L’ articolazione può soffrire e sviluppare la dolorosa rigidità anche a causa di una predisposizione del piede. Se il metatarso, l’osso con il quale si articola l’alluce risulta spostato troppo in alto, ad ogni passo si crea un piccolo trauma: la base della falange urta l’estremità del metatarso quando l’alluce compie il suo lavoro di leva e spinta. Tanto basta a creare nel punto di contatto una reazione dell’osso: la dolorosa escrescenza, meglio nota ai non addetti come patata o cipolla. C’è di più. L’alluce a causa della deformazione ossea che sopravviene, si irrigidisce e perde la capacità di flettersi.

Flessione necessaria per portare correttamente a termine il passo, quando il peso del corpo appoggia solo sull’alluce, mentre il resto del piede è già sollevato dal suolo. Questa funzione viene allora trasferita alle altre dita. Risultato: il piede va fuori convergenza e tutto il peso nella fase finale del passo grava sul bordo esterno della pianta invece che sull’alluce. Si aggiungono allora altri guai. Duroni sotto la pianta del piede, infiammazioni alle piccole articolazioni delle dita, la possibilità di sviluppare una dolorosa infiammazione del nervo interdigitale, nota come neuroma di Morton ed inevitabilmente l’alluce ad autostop. Infine una curiosità: quando l’alluce soffre già da molto tempo e ha sviluppato una notevole rigidità articolare la diagnosi può essere compiuta anche osservando l’usura delle calzature. Una piega del pellame obliqua ben evidente a metà tomaia e non orizzontale come di norma, tradisce l’anomalo modo di camminare ed è sospetta di alluce rigido.

Chirurgia

L’equazione chirurgia del piede = dolore e risultati deludenti, oggi è superata. Merito delle nuove tecniche chirurgiche e di speciali anestesie locali. Tanto che l’alluce rigido, come pure l’alluce valgo, possono essere operati senza ricovero e la deambulazione può essere concessa immediatamente. I dolori post-operatori e le lunghe convalescenze, retaggi del passato. Un taglio praticato nell’osso appena dietro la dolorosa sporgenza permette al chirurgo di spostare a piacimento l’articolazione dell’alluce e di fissarla nella posizione desiderata. Spostamenti millimetrici, ma sufficienti a restituire all’alluce e al piede il suo corretto movimento. Non solo: la particolare geometria del taglio, molto obliquo, anche sotto il peso del corpo risulta stabile. Tanto che, annodato l’ultimo punto, e con il piede ben fasciato, il paziente, può già scendere dal lettino operatorio e muovere i primi passi. Per venti giorni con un apposito sandalo rigido che non permette all’alluce operato eccessivi movimenti e per ulteriori venti giorni in comode scarpe da jogging. Il gesso e l’obbligo di non camminare per alcune settimane, solo ricordi della vecchia chirurgia.

Attenzionecomenuqe a non ritardare di ttroppo l’intervento. Se la dolorosa rigidità dell’alluce viene ignorata troppo a lungo si aggiungono nuovi problemi. Le altre dita, a causa della deambulazione scorretta, si piegano e si irrigidiscono a loro volta. Si tratta di artrosi, che fissa le dita in posizione di griffe o a martello. Di quì, i dolorosi calli che si formano nelle zone di attrito tra scarpa e dita. Troppo tardi allora per una soluzione chirurgica pienamente soddisfacente: le dita possono essere corrette, il dolore risolto, ma le piccole articolazioni danneggiate dall’artrosi non recuperano più la piena libertà di movimento. C’è di più: articolazioni rigide e dolenti rendono il modo di camminare e stare in piedi scorretto. Si spiegano in questo modo i dolori a ginocchia e colonna vertebrale che con il tempo possono sopravvenire in chi soffre da troppo tempo di alluce rigido o di altri disturbi al piede.

Anestesia

Anestetico quanto ne adopera un dentista per estrarre un dente e il piede può essere operato senza dolori. Merito di una speciale tecnica di anestesia messa a punto negli Stati Uniti: alcune iniezioni praticate a corona attorno alla caviglia, permettono di bloccare la funzione dei principali nervi sensitivi del piede, tanto, che anche gli interventi più pesanti e lunghi possono essere eseguiti senza spiacevoli sensazioni. Non è cosa da poco: la tecnica permette di operare in sicurezza anche pazienti molto anziani o con problemi cardiaci ai quali l’intervento in anestesia generale è sconsigliato. Non è tutto: è ora disponibile un nuovo anestetico locale. A fine intervento una seconda dose di anestesia praticata con la nuova molecola, prolunga l’insensibilità del piede per quasi un giorno. Vengono in questo modo evitati i dolori dell’immediato tempo post-operatorio. Dolori in certi casi così acuti, che molti rinunciano all’intervento, perchè informati da quanti hanno lo hanno subito con l’anestesia tradizionale.

Protesi articolare di superficie anche per l’alluce rigido

L'escrescenza dell'osso che crea dolore alla base dell'alluce

L’escrescenza dell’osso che crea dolore alla base dell’alluce

Protesi articolare di superficie anche per l’artrosi dell’alluce.
Sembra alluce valgo ma non lo è: stessa sporgenza rossa e dolente, stesse limitazioni a camminare e ad indossare normali calzature. La radiografia invece precisa la diagnosi: alluce rigido. Una forma di artrosi che suona come una condanna: in pochi anni porta alla perdita di funzionalità del primo dito. Si tratta infatti di una degenerazione della articolazione che una volta avviata è di fatto inarrestabile. La cartilagine da prima si assottiglia, si screpola e si ulcera e infine scompare quasi del tutto. L’osso articolare così privato del suo rivestimento soffre e duole ad ogni movimento ed ad ogni passo. Non solo: si deforma e produce intorno alla articolazione sporgenze di osso tipiche dell’artrosi conclamata: gli osteofiti. Sono questi a deformare il profilo articolare dell’alluce e a sviluppare la caratteristica “patata”. Un aspetto estetico, ma soprattutto funzionale: gli osteofiti contrastano il libero movimento dell’articolazione e ne limitano progressivamente la escursione.

Di qui il nome: alluce rigido. Un difetto biomeccanico che con effetto a cascata si ripercuote sui metatarsi laterali e sulla caviglia: non potendosi flettere durante la fase finale del passo l’alluce “inceppato” costringe e completare il passo con un appoggio sui metatarsi esterni. Tanto basta a sviluppare duroni, metatarsalgie e infiammazioni alla caviglia. Nessuna fino ad oggi le soluzioni pienamente soddisfacenti. Nei giovani e nei casi più lievi è indicata la cheilotomia: la asportazione degli osteofiti. Una pulizia articolare che migliora il movimento e restituisce all’alluce il suo normale profilo anatomico così che le scarpe non infiammano più la sporgenza altrimenti dolorosa. Un intervento chirurgico che tuttavia ha un effetto limitato: non ricostituisce la cartilagine articolare.

Un limite che ha distanza di anni riproduce gli stessi effetti: dolore, limitazione e osteofiti. Di nuovo artrosi. Per queste forme recidive e in genere per i casi di artrosi dell’alluce più severe, due le possibilità chirurgiche: la protesi articolare e la artrodesi. La prima rappresenta un vero e proprio intervento di sostituzione articolare con una protesi in metallo. Un impianto che riproduce anatomia e funzione della articolazione deformata dall’artrosi. Una soluzione valida e ben collaudata per l’artrosi del ginocchio e dell’anca, ma ancora gravata da una percentuale di fallimenti e scollamenti protesici molto elevata quando ad essere sostituita è invece la articolazione dell’alluce.

Classiche immagini radiografiche di alluce rigido

Classiche immagini radiografiche di alluce rigido

L’artrodesi è invece un intervento che blocca in modo definitivo la articolazione dell’alluce. Il dolore scompare, ma il prezzo è il sacrificio del movimento. Una limitazione che ha inevitabili conseguenze sul modo di camminare e sulla postura.

Oggi si può invece conservare l’articolazione e ripristinare il corretto movimento con le protesi di superficie. Si tratta di un intervento di sostituzione della cartilagine articolare con una superficie in titanio. A differenza delle protesi tradizionali viene conservata per intero l’articolazione e non viene asportato l’osso. Si procede da prima con una accurata pulizia di tutti gli osteofiti e con la esposizione della testa del metatarso. Questa con una apposita fresa viene levigata e viene creato l’alloggio nel canale del metatarso per una lunga vite in acciaio.

La vite una volta inserita costituisce una solida presa per la protesi:un disco in titanio che ha la ampiezza, la forma e la curvatura della cartilagine articolare originale. Si ripristina in questo modo l’anatomia della testa del metatarso e soprattutto la sua funzione. Tanto basta a fare nuovamente scivolare l’articolazione ad ogni passo senza impedimento e senza dolore.

In questo articolo potete vedere il prima e dopo intervento su un paziente che aveva sviluppato l’alluce rigido in concomitanza di un alluce valgo

Nota. Per delle informazioni più aggiornate, leggi il mio articolo Alluce rigido: sintomi, cause, rimedi contro il dolore, intervento

Alluce rigido: Doloroso, fa camminare male was last modified: aprile 5th, 2018 by Fabio Lodispoto